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La procura di Locri accusa Mimmo Lucano di associazione per delinquere

 

primo piano di Mimmo Lucano

Il 23 dicembre i magistrati della procura di Locri hanno concluso l’inchiesta sul sindaco di Riace, ora sospeso, Domenico “Mimmo” Lucano e si apprestano a decidere, a breve, se chiederne il rinvio a giudizio. Gli inquirenti hanno notificato a Lucano e agli altri trenta indagati dell’inchiesta Xenia condotta dai finanzieri del gruppo di Locri, l’avviso di conclusione indagini. Un atto che Lucano si aspettava e di fronte al quale continua a manifestare tranquillità, anche se vi sono contenute le accuse più gravi ipotizzate già in un primo momento dai magistrati ma respinte dal gip nell’ordinanza che il 2 ottobre mandò il sindaco di Riace agli arresti domiciliari.

In quella occasione il gip contestò il favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e illeciti nell’affidamento diretto del servizio di raccolta dei rifiuti, ma respinse le ipotesi dei pm in relazione ai reati di associazione per delinquere, truffa, falso, concorso in corruzione, abuso d’ufficio e malversazione. Reati sui quali la procura insiste e su cui pende ancora il ricorso presentato dai pm al tribunale del Riesame contro il rigetto deciso dal gip.

“Sono tranquillo con la mia coscienza perché non ho fatto niente, anzi ho cercato di aiutare umanamente e non mi sono approfittato di nulla neanche sul piano economico – è stato il commento di Lucano – Non ho proprietà né conti correnti, come ho detto sin dal primo momento. Dopo tanto tempo hanno potuto verificare tutto su di me. Gli avvocati mi hanno detto che è un fatto normale anzi è positivo perché hanno chiuso e vuol dire che non ci sono altre cose e che quelli sono i capi di imputazione”.

Oggi Lucano, che dal 16 ottobre ha lasciato i domiciliari ma è sottoposto al divieto di dimora nel suo comune, dovrà decidere insieme ai suoi avvocati se farsi sentire nuovamente dai pm o depositare un’istanza scritta. Poi dovrà attendere le decisioni della procura e, molto probabilmente, affrontare la richiesta di rinvio a giudizio. Un passaggio importante per l’uomo che dal 1998, in occasione dello sbarco di duecento profughi curdi, ha trasformato quello che era in un borgo fantasma, spopolato dalla mancanza di futuro, in un caso internazionale. Un modello di accoglienza che nel 2016 gli è valso l’inserimento, al 40mo posto, nella classifica dei cinquanta leader più influenti del mondo stilata dalla rivista americana “Fortune” e che ha fatto di Riace un sinonimo di integrazione e non più soltanto il paese del ritrovamento dei Bronzi. “C’è chi ci giudica e sapranno loro cosa fare. Mi auguro che prevalga la coscienza” ha detto Lucano.

Redazionehttps://www.lanuovaecologia.it
Nata nel 1979. è la voce storica dell'informazione ambientale in Italia. Vedi qui la voce sulla Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/La_Nuova_Ecologia

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