La Maratona Ferroviaria si è conclusa con le tappe in Liguria, Piemonte e Valle D’Aosta

Proseguiamo il reportage di viaggio per raccontare la Maratona Ferroviaria promossa da Amodo nelle regioni della Toscana, Liguria, Piemonte e Valle D’Aosta. La strada della mobilità dolce passa per le ferrovie. La Maratona chiude la Primavera della Mobilità Dolce con un impegno ad andare avanti. Tante le buone pratiche e i progetti virtuosi incontrati lungo il viaggio

foto della maratona Ferrovia

di ILARIA CANALI                                     

Si è conclusa il 20 giugno, ad Aosta la Maratona Ferroviaria promossa da Amodo che era partita il 18 giugno da Firenze con una rappresentanza delle 32 associazioni affiliate tra cui Legambiente, l’Associazione Italiana per il Patrimonio Archeologico Industriale, Kyoto Club, Italia Nostra, l’Associazione Ferrovie Turistiche Italiane, Assoutenti/Utp.

L’iniziativa ha chiuso il ciclo di eventi che hanno animato la Primavera della Mobilità Dolce avviata il 21 marzo con il Patrocinio del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, dell’Anci, della Fondazione FS, di Asstra e dell’Associazione Europea delle Vie Francigene.

Intenso e ricco il programma di viaggio. Sono stati diciotto i treni che la Maratona Ferroviaria ha preso attraversando quattro regioni: Toscana, Liguria, Piemonte e Valle D’Aosta e incontrando, ad ogni tappa del percorso, delegazioni, comitati, associazioni e rappresentanti istituzionali per raccogliere richieste, problematiche e proposte per migliorare la funzionalità e la fruizione del patrimonio rappresentato dalle ferrovie secondarie italiane.

Dopo le tappe di Firenze, Lucca ed Aulla del 18 giugno, la delegazione della Maratona Ferroviaria è giunta a Genova dove, il 19 giugno, ha effettuato un’escursione sulla ferrovia Genova-Casella, 24 chilometri attraverso le valli di Bisagno, Polcevera e Scrivia e collegati alla rete di passeggiate ed escursioni per scoprire il fascino dell’entroterra ligure, come il Monte Alpe e il Monte Sella. Stupore e meraviglia lungo il percorso del treno nel poter vedere dei cuccioli di caprioli attraversare le rotaie e nel viaggiare su un treno storico, l’elettromotrice A2 del 1929 recentemente restaurata. Ad accompagnare il viaggio l’associazione Amici della Ferrovia Genova Casella insieme a Diego Ricci, Direttore di Esercizio Ferrovia Genova Casella, che ha raccontato come l’intermodalità tra treno, bicicletta e cammini qui sia una realtà sottolineando, tuttavia, che non deve essere solo responsabilità della ferrovia portare gente nell’entroterra, ma compito dei territori diventare più attrattivi.

Dopo aver visto alcuni “tesori” di Genova città verticale, come gli ascensori di Castelletto Levante e di Castello d’Albertis-Montegalletto in compagnia dell’Associazione per la Promozione e la Diffusione della Cultura e del Patrimonio Industriale di Genova e Liguria e dell’Associazione Italiana per il Patrimonio Archeologico Industriale, la Maratona Ferroviaria è proseguita alla volta di Ceva, via Savona.

A Ceva la delegazione ha incontrato l’associazione degli Amici del Museo Ferroviario Piemontese ed alcuni Sindaci della alta Val Tanaro e il Sindaco di Ormea, Giorgio Ferraris, insieme ai quali sono stati visitati il Museo Storico di Nucetto e dell’Alta Val Tanaro, il Museo Storico della Linea Ferroviaria Ceva-Ormea e infine il Museo Storico Ferroviario del Piemonte, a Savigliano, in provincia di Cuneo.

Dopo un breve viaggio dimostrativo su una Lettorina della prima serie del 1939, Claudio De Maria, Presidente del Museo Ferroviario Piemontese, ha spiegato che l’auspicio, nel festeggiare i primi 40 anni di attività del museo, è di “rimanere ancora attivi nonostante i terribili tagli dei finanziamenti subiti, con l’impegno di poter tornare attivi e offrire un servizio come abbiamo sempre fatto da quando è nato il museo facendo circolare i treni storici.”.

Su un tratto della Ceva-Ormea, una linea sospesa e utilizzata occasionalmente per la circolazione di treni turistici, è stato sperimentato, con il grande entusiasmo dei partecipanti alla Maratona, il ferro-ciclo, una sorta di carrellino a pedali in cui due passeggeri pedalano mentre gli altri si godono il viaggio. È ancora un prototipo ed è stato realizzato dal Museo Ferroviario Piemontese di Savigliano con l’obbiettivo di favorire lo sviluppo delle «ferrovie turistiche», dismesse o chiuse al traffico commerciale, sulle quali potrebbe correre anche il ferro ciclo.

Il 20 giugno la carovana ha proseguito alla volta di Aosta per incontrare autorità ed associazioni della Valle e sollecitare la riapertura della linea di Pré Saint Didier. Si è tenuta la Conferenza stampa organizzata da Legambiente e dal comitato “Valle D’Aosta riparte” in cui sono intervenuti: Fabio Protasoni, Alessandra Piccioni, Elio Riccarand, Anna Donati, Massimo Ferrari. Dall’incontro è uscito un appello al nuovo Consiglio Regionale perché metta la ferrovia e la mobilità sostenibile tra le priorità e riapra la ferrovia sospesa, una risorsa preziosa per il turismo della Valle D’Aosta e verso il monte Bianco.

Le buone pratiche della gestione delle ferrovie sono state illustrate da Massimo Ferrari, Presidente di UTP Assoutenti e membro di Amodo insieme ad Anna Donati, portavoce di Amodo, che ha illustrato l’appello e concluso la maratona ferroviaria di tre giorni.

“L’Alleanza Mobilita Dolce continuerà a seguire da vicino questo caso fino a quando non potremo di nuovo salire sul treno Aosta Pre Saint Didier – ha dichiarato Anna Donati – Abbiamo deciso di arrivare qui perché sappiamo che la tratta è ancora sospesa e per sostenere la battaglia di comitati e cittadini per chiedere al nuovo Consiglio regionale di portare avanti il processo della sua riapertura. Noi non ci accontentiamo della carte, noi vogliamo tornare sul treno”.

Parole condivise da Alessandra Piccioni, Legambiente, che ha dichiarato che “la nuova legislatura ci porta a mandare un messaggio a chi prenderà posto sugli scranni del Consiglio regionale: laddove si è scelto di investire sulla ferrovia si è sempre fatto oltre la politica delle ‘maggioranze’, è una questione di buon senso. Questo è il nostro auspicio: speriamo che questo tema sia una volontà quanto più condivisa dal nuovo Consiglio, da mettere tema subito all’ordine del giorno perché la ferrovia può essere un perno strategico per il turismo sostenibile e per la nostra regione”.