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La felicità è un lusso

copertina del libro Il Grande Prato
Due gemelli identici, chiamati “i Siamesi”, vivono con lo zio alcolizzato in una baracca ai margini di una grande città. Non importa quale. E forse non importa neanche che sia o meno in Italia. Il grande prato, col suo fiume fetente e i suoi fusti di veleni interrati, è soltanto l’ultima striscia di terra sopravvissuta all’ingordigia di politici e palazzinari. Cinici e innocenti al tempo stesso, i due osservano ogni cosa che accade da un punto di vista spiazzante. Capace di creare un cortocircuito fra i testi che leggiamo e le immagini che vediamo. La fabbrica che avvelena l’area è una fortezza da espugnare, i cumuli di rifiuti una distesa di tesori nascosti. Gli scontri fra ambientalisti e lavoratori una novità che spezza la monotonia. Il campo degli Zeta un villaggio felice, dove riscoprirsi umani e non “spazzatura” che nessuno vuole vedere. La violenza del mondo esterno divampa però anche nel grande prato, catapultando i due in un futuro che sanno immaginare soltanto come fuga. È di grande impatto il fumetto di Roberto Grossi – romano, classe ’68, al suo debutto con un editore – che con incredibile semplicità racconta il conflitto fra due mondi. Fra natura, se così si può chiamare, e cemento. Fra il diritto a un ambiente sano e quello al lavoro. Fra poveri e ancora più poveri. Fra felicità desiderate e altre a cui ci si abitua in fretta. L’autore ha scritto che è un onore per lui pubblicare per Coconino, finire in catalogo con mostri sacri come Taniguchi, Burns, Clowes, Gipi, Igort “e talmente tanti altri che se si dovessero scordare di me lo capirei e sarei contento lo stesso”. Ha spiegato, per chi l’avesse conosciuto ora, che sul suo blog i gemelli “hanno mosso i primi passi diversi anni fa, per poi inabissarsi in una sequela di crisi e riscritture totali, perchè la loro storia, che mi è apparsa potente fin dal primo schizzo a matita, mi è scivolata tra le mani come un salmone che risale la corrente”. Nel frattempo, svela, “la vita, con la sua consueta ironia ha aggiunto il suo carico di complessità (e di bellezza), facendomi diventare padre di due gemelli in carne e ossa, i quali hanno sgomitato non poco nei confronti dei loro fratellini di carta. Adesso leggetevelo, cazzo. Fate qualcosa pure voi”. L’abbiamo fatto, e ve lo consigliamo.

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