La cometa Neowise nel cielo di luglio

C/2020 F3 (Neowise) da metà mese è visibile nel cielo buio della campagna, a nord-ovest tra le “zampe” dell’Orsa Maggiore

La cometa C / 2020 F3 (NEOWISE) è giunta al perielio del Sole il 3 luglio, da metà luglio appare nel cielo serale sulla quarta magnitudine e quindi nel range di visibilità all’occhio nudo nel cielo buio della campagna, splendida con un piccolo binocolo. Fino alla fine di luglio sarà visibile subito dopo il tramonto, a nord-ovest, tra le “zampe” dell’Orsa Maggiore, per poi alzarsi negli ultimi giorni del mese raggiungendo la Chioma di Berenice (https://divulgazione.uai.it/index.php/Cielo_di_Luglio_2020).

Il percorso nel cielo serale della cometa C/2020 F3 (Neowise)

Nei mesi di luglio e agosto alle ore 22, poco dopo il tramonto, vediamo spuntare le stelle più brillanti. Vediamo a Nord, Cassiopea, Cefeo e Dragone che circonda l’Orsa Minore con la stella Polare. Ad Ovest scende la luminosa Arturo con la costellazione del Bifolco o Boote, anche l’Orsa Maggiore si abbassa verso l’orizzonte, tramontano la Vergine, la Bilancia, mentre il Leone sparisce all’orizzonte occidentale. Al Meridiano (Sud) Ercole, Ofiuco e Serpente, e lo Scorpione. Ad Est, spuntano Pegaso, Acquario e Capricorno. Saturno e Giove, tra loro vicini, nel Sagittario, a metà della notte Marte nella costellazione dei Pesci, nella seconda metà della notte il luminoso Venere nella costellazione del Toro; alto il triangolo estivo: Lira, Aquila e Cigno dove svettano le luminose Vega, Altair e Deneb. Il Cigno in questi due mesi passa allo Zenit (http://divulgazione.uai.it).

Il Cigno nella versione di Eratostene è Zeus che si invaghisce di Nemesi, la ninfa che induce senso di colpa e rimorso agli autori di delitti impuniti. Nemesi per sfuggirgli si trasforma in vari animali, dell’acqua, della terra e infine dell’aria. Zeus a sua volta si trasforma in vari altri animali per ghermirla, fino a quando, Nemesi trasformata in Oca, viene presa e posseduta da Zeus in sembianze di Cigno. Per altri, Zeus crea un’aquila, mentre lui stesso è trasformato in cigno. Il cigno sembra minacciato dall’aquila che insegue il bellissimo animale. Nemesi salva il bel cigno, poi si addormenta con il cigno nel grembo. Di notte il Cigno/Zeus si approfitta di lei. Eratostene, comunque, poi ci racconta che dal connubio forzato furono fecondate delle uova, una di questi, donata alla bella regina Leda, che generò Elena di Troia.  Mentre nell’era cristiana, troviamo la costellazione del Cigno associata alla Visione di Costantino. All’alba, l’imperatore, vedendo sorgere la grande croce di stelle del Cigno, insieme all’allineamento di pianeti associati alle maggiori divinità pagane (Giove, Saturno, Marte e Venere) vi vide un messaggio divino, il Cigno come la Croce del Cristo: in hoc signo vinces: sotto questo segno vincerai.

Abbiamo già incontrato la supergigante bianco-azzurra Deneb, 60.000 volte più brillante del Sole, posta alla fantastica distanza di 2600 anni luce (il sole più distante visibile ad occhio nudo!); la bellissima doppia Albireo; il sistema triplo di Rukh, ovvero Delta Cygni; Sadr, Gamma Cygni, una immensa supergigante gialla, 33 000 luminosità solari, 150 volte più grande, 12 volte più massiccia, a 1.800 anni luce dalla Terra; la gigante giallo-arancio Epsilon Cygni, Gienah, e . la Mireide, Chi Cygni (X Cygni), la cui luce varia dalla debolissima magnitudine 14 alla visibilità ad occhio nudo raggiungendo la magnitudine 3,3, aumentando la sua luminosità di 20 000 volte in un ciclo di 400 giorni, 300 volte più grande del Sole, a 346 anni luce dalla Terra. Oggi incontriamo Xi Cygni, stellina di magnitudine 3.7, quindi meglio visibile a occhio nudo nel cielo buio della campagna. È una supergigante arancione, 10 masse solari, 200 volte più grande e 10 000 volte più luminoso. Una compagna invisibile ruota intorno alla principale in 113 giorni. In soli 30 milioni di anni è già giunta prossima alla sua fine, che, data la massa, o esploderà in un tremendo “fuoco” da supernova, o si spengerà lentamente come nana bianca, collassando su sé stessa. A 1.200 anni luce dalla Terra.

Il Cigno. SkyMap Pro, modificato dall’autore

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER 

SOSTIENI IL MENSILE