martedì 25 Gennaio 2022

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Arte a strascico

Dal mensile – Lungo i 120 km di costa fra la Maremma e l’Argentario, 39 statue di marmo compongono il museo sommerso “La casa dei pesci”. Le installazioni sono dissuasori contro la pesca illegale

di CHIARA CAROVANI

Sirene, zigurat, ninfe e creature leggendarie proteggono la costa toscana dai danni della pesca a strascico che distrugge i fondali marini in Italia e in tutto il mondo. Dalla Riserva del Parco naturale della Maremma fino all’Argentario, 39 statue di candido marmo di Carrara compongono il museo subacqueo “La casa dei pesci”.

«Con questo progetto abbiamo impiegato l’arte per proteggere 120 km di costa e generare un indotto economico per le città costiere», spiega Paolo Fanciulli. Pescatore artigianale, Paolo è l’ideatore del più grande museo marino esistente al mondo, realizzato nelle acque del Tirreno attorno a Talamone per impedire la pesca a strascico entro le tre miglia dalla costa, come già sarebbe vietato dalla legge italiana.

Il progetto nasce dalla necessità di installare dei dissuasori in cui far impigliare le reti a strascico e fornire allo stesso tempo un rifugio per i pesci. Ma il numero di blocchi previsto, in relazione all’ampiezza dell’area concessa dalla Regione, sarebbe stato inefficace. Così il progetto è stato “rinforzato”, diventando un’opera d’arte. Nel 2020, dunque, nasce il museo grazie alla donazione di cento blocchi da parte di Franco Barattini, proprietario delle Cave Michelangelo di Carrara, e a un gruppo di artisti, fra i quali Emily Young, l’ispiratrice della canzone See Emily Play dei Pink Floyd, Massimo Catalani, Massimo Lippi, Giorgio Butini. 

Oggi il museo sommerso continua ad arricchirsi con l’aiuto di tutti e amplia la fascia costiera in cui ha cittadinanza solo la pesca sostenibile. Sul sito del museo è infatti attivo il crowdfunding per aggiungere venti dissuasori entro il 2023, e sostenere le spese di installazione di nuove opere: ci vogliono 5.000 euro solo per il loro trasporto. I risultati sono visibili a tutti anche senza immergersi: gruppi di delfini stazionano nelle acque del museo e si alimentano nei boschi di posidonia, un piccolo grande esempio della immensa biodiversità marina del Mediterraneo. 

Paolo Fanciulli collabora con le università di Siena e di Firenze per il monitoraggio di delfini e tartarughe, con la sua barca mostra ai turisti i danni di plastica e saponi sul mare e come promotore della legge per l’ittiturismo spiega quanto le tecniche di pesca sostenibile generino una filiera sana: «la difesa del mare inizia a tavola», ripete spesso ai suoi ospiti. Il suo sogno è realizzare un Parco d’arte marino e allo sforzo di installare altre opere sono dedicati i proventi del libro La casa dei pesci: storia di Paolo il pescatore. «Vorrei vedere turisti che vengono a visitare il Museo con le immersioni – dice – e che ammirino il florido ecosistema che popola il nostro mare. Tutto questo genererà una conversione ecologica per un indotto che ha interesse nella protezione del mare». Con un tocco d’arte.

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Redazionehttps://www.lanuovaecologia.it
Nata nel 1979. è la voce storica dell'informazione ambientale in Italia. Vedi qui la voce sulla Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/La_Nuova_Ecologia

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