La Bibliocicletta è partita da Rapallo

Il progetto include una bicicletta servoassistita (elettrica) che traina una piccola biblioteca, è al servizio di adulti e ragazzi. L’iniziativa continuerà il suo viaggio a Genova a sostegno di una ciclabile e sarà presto altrove

Bibliocicletta

In questi posti davanti al mare, come canterebbero Fossati, De André e De Gregori, succedono cose piccole ma belle come questo progetto di bicicletta servoassistita (elettrica) che traina una piccola biblioteca. L’iniziativa, partita idealmente per la sua corsa da Rapallo dove è stata pensata e creata, continuerà il suo viaggio a Genova a sostegno di una ciclabile e sarà presto altrove. “Ciao” dice il jingle scritto e recitato dai ragazzi delle classi terze del Plesso Marconi dell’IC Rapallo-Zoagli “Io sono la #bibliocicletta01 con me puoi imparare, divertendoti, sono la migliore amica dei libri. Seguimi e dona anche tu la voce per chi non può leggere”. Poi, dagli altoparlanti incassati nel carrello di legno, realizzato dal bravo artigiano del legno Ballotta, la voce dei libri che gli studenti hanno amato e letto ad alta voce e registrato per un loro compagno di classe non vedente dalla nascita. Roald Dahl, Roberto Piumini, tanti altri.

#bibliocicletta è un progetto di Chiara Rolandi, una maestra appassionata che, con la collega Michela Capitani, ha messo in piedi un’iniziativa bellissima. Come bellissimo è il design di LINEARAMA Architects che hanno progettato la libreria pop-up in legno. Il tutto con il coordinamento dell’associazione culturale plug_in, il supporto della Croce Bianca Rapallese e della  Biblioteca Internazionale Rapallo Biblioteca Comunale- Santa Margherita Ligure. Questo l’elenco degli sponsor – a cui si è aggiunta la casa editrice Ediciclo che ha dato il suo appoggio inviando dei libri – ma non c’è dubbio che dietro l’iniziativa ci sia la passione di un gruppo di ragazzi che, partendo dalla disabilità visiva di un compagno (da qui la partnership dell’Istituto Nazionale Dei Ciechi/Chiavari), hanno messo tutta la loro amicizia e la loro voce.

Sono stato chiamato a fare da testimonial a questo progetto in una mattina già calda dell’inizio di giugno. I ragazzi mi aspettavano nei giardini davanti alla scuola pronti a ragionare su come nascono le storie. Le storie dice uno “nascono da dentro, un dentro che uno non può più tenere”. Poi un altro mi chiede se “la narrativa di viaggio significa guardare sempre fuori dalla finestra”. Camminando, una compagna mi racconta la storia di un bimbo che ha perso la vista “perché ha fatto un incidente con la bicicletta” ed è incredibile come un dolore causi una paura, più che il contrario.Mentre giriamo per le vie di Rapallo, gente festosa applaude. Come in un libro di Gianni Rodari un vigile ci fa passare in mezzo al traffico e ci grida “bravi”!. Vicoli vicoli arriviamo davanti al mare e prima che tutto finisca in un gioco c’è bisogno di leggerlo qualche libro. Lo faccio io per loro, lo fanno loro per tutti, compreso il loro compagno di classe che mano nella mano portano a giocare. I libri e le biciclette servono proprio a questo: a superare le barriere fisiche e quelle della mente.