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In Kenya una scuola per tutti

Dal mensile – Un’associazione ha sviluppato Text school, un’app che permette la didattica a distanza anche a chi non ha internet né pc

A Mathare, una delle più grandi baraccopoli del Kenya, a pochi km dal centro di Nairobi, il digital divide per gli studenti delle scuole primarie è uno dei tanti problemi che affliggono la popolazione. Qui, in case di lamiera senza acqua né servizi igienici, vivono ammassate mezzo milione di persone, il 79% delle quali giovanissime. Il lockdown imposto dal presidente Uhuru Kenyatta per arginare l’impennata dei casi di Covid-19 ha influito pesantemente sul rendimento scolastico dei bambini. «Il ministero dell’Istruzione ha introdotto un buon programma di didattica a distanza, che necessita di una connessione internet, smartphone e pc, ma nello slum il gap tecnologico è enorme», racconta Douglas Mwangi, fondatore di Oasi Mathare, un’associazione che dal 2013 offre ai ragazzi una biblioteca, corsi e un laboratorio di informatica per contrastare analfabetismo e povertà. «Nel 2020 – continua – abbiamo deciso di sviluppare una soluzione per scongiurare l’abbandono scolastico, che condanna i giovani a disoccupazione, spaccio e gang criminali». 

È nata così Text school, piattaforma di e-learning fruibile senza connessione internet da qualunque dispositivo mobile in grado di inviare messaggi di testo, inclusi i telefonini di vecchia generazione. L’app consente di ricevere via sms contenuti didattici ed esercizi prodotti dagli insegnanti delle scuole primarie locali su materie umanistiche, scienze e matematica. Una particolare sezione è dedicata alla prevenzione del Covid-19. Il tutto corredato da quiz per valutare il livello di apprendimento, che generano un feedback in automatico. «Al sistema, che sfrutta l’infrastruttura tecnologica del gestore telefonico Safaricom – spiega Mwangi – si accede componendo sulla tastiera del telefonino il codice Ussd *250*11#. Completata la registrazione, studenti e famiglie possono collegarsi al database di Text school, scegliere il contenuto desiderato e riceverlo via sms». Il codice Ussd (Unstructured supplementary service data) è un protocollo di comunicazione comune alla tecnologia Gsm e Android che connette l’utente al server del gestore, consentendogli di trasferire i dati usando solo i messaggi di testo. In Europa è adoperato, ad esempio, per conoscere il proprio credito telefonico o il piano tariffario. In Africa, da diversi anni, permette di entrare all’interno di piattaforme di apprendimento rivolte alle fasce più povere. Come Shupavu 291, usata in aree rurali e in diversi campi profughi. «Un servizio a pagamento però, che esclude gli abitanti degli slum, che durante la pandemia si sono trovati a dover scegliere tra comprare da mangiare o far studiare i propri figli. Per questo abbiamo creato Text school e acquistato consistenti pacchetti di sms, finanziati grazie a raccolte fondi, rendendo il sistema gratuito», dice ancora Douglas Mwangi, entrato nella lista dei cento giovani più influenti in Kenya.

Dal 2020 a oggi sono circa tredicimila gli studenti che si sono avvalsi del servizio Text school. «Siamo orgogliosi della nostra innovazione, che mira a migliorare la qualità dell’istruzione per i più emarginati – ribadisce l’educatore – L’impegno dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile è di non lasciare indietro nessuno. Noi facciamo il possibile con i mezzi che abbiamo a disposizione».

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