JP Morgan avverte i clienti: la crisi climatica minaccia l’umanità

La rilevazione del Guardian: un rapporto del principale finanziatore mondiale di combustibili fossili afferma che la Terra è su una traiettoria insostenibile / Blacrock, svolta verde per cambiare la finanza / Dal 2021 stop ai finanziamenti alle fossili dalla Bei

Immagine di un'industria

La crisi climatica minaccia la sopravvivenza dell’umanità e il pianeta si trova su una traiettoria insostenibile. È l’allarme lanciato ai suoi clienti da Jp Morgan, il più grande finanziatore mondiale di combustibili fossili.

La notizia è stata data dal Guardian che ha potuto leggere un documento degli economisti di Jp Morgan ottenuto da Rupert Read, un portavoce di Extinction rebellion e accademico di filosofia all’Università dell’East nglia.

Il documento, il rapporto JP Morgan sui rischi economici del riscaldamento globale causato dall’uomo, dice che la politica climatica deve cambiare, altrimenti il mondo dovrà affrontare conseguenze irreversibili. Lo studio condanna implicitamente la strategia di investimento della banca americana ed evidenzia le preoccupazioni sempre più crescenti tra le principali istituzioni di Wall Street in merito ai rischi finanziari e reputazionali del finanziamento di industrie “fossili”.

JP Morgan, secondo un’analisi pubblicata dal Guardian l’anno scorso, ha fornito 75 miliardi di dollari di servizi finanziari alle società che si stanno espandendo in modo più aggressivo in settori come il fracking e l’esplorazione di petrolio e gas artico.

La ricerca degli economisti di JP Morgan David Mackie e Jessica Murray afferma che la crisi climatica avrà un impatto sull’economia mondiale, sulla salute umana, sullo stress idrico, sulla migrazione e sulla sopravvivenza di altre specie sulla Terra. Analizzando la vasta letteratura accademica e le previsioni del Fondo monetario internazionale e dell’Ipcc (Il Pannel intergovernativo delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici), il documento rileva che il riscaldamento globale raggiungerà i 3,5 ° C rispetto ai livelli preindustriali entro la fine del secolo. E aggiunge che la maggior parte delle stime dei probabili costi economici e sanitari sono troppo piccole perché non tengono conto della perdita di ricchezza, del tasso di sconto e della possibilità di un aumento delle catastrofi naturali.

“Sebbene non siano possibili previsioni precise – scrivono gli autori della ricerca – è chiaro che la Terra si trova su una traiettoria insostenibile. Qualcosa dovrà cambiare ad un certo punto se la razza umana sopravviverà”. La banca d’investimento afferma anche che il cambiamento climatico “riflette un fallimento del mercato globale, nel senso che produttori e consumatori di emissioni di CO2 non pagano per il danno climatico causato”. 

ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWSLETTER