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Italian Sustainability Photo Award: i vincitori

Sono  Michele Lapini, il duo Caimi & Piccinni e Matteo de Mayda i vincitori del primo concorso fotografico internazionale realizzato in Italia dedicato ai temi della sostenibilità

Il Ghiacciaio coperto d’estate per evitarne lo scioglimento. Il super albero di ulivo, creato in Puglia per resistere alla Xylella Fastidiosa. E poi le prime serre subacquee di piante terrestri al mondo, i Nemo’s Garden,  per far fronte alle nuove sfide imposte dal cambiamento climatico. E il Parco Dora di Torino, che ha trasformato una periferia degradata in un polmone urbano e luogo di aggregazione: sono questi alcuni degli scatti presentati nel corso della seconda edizione dell’Ispa Award-Italian Sustainability Photo Award, premio fotografico dedicato ai temi dello sviluppo sostenibile, nel segno dell’innovazione, della salvaguardia ambientale, del benessere accessibile e della biodiversità.

Il contest, ideato da Parallelozero, agenzia fotogiornalistica internazionale specializzata nella produzione di contenuti visuali per il mondo dell’editoria e del corporate, nella categoria Miglior Foto ha premiato Michele Lapini, per l’immagine del Ghiacciaio Presena che ogni estate, dal 2008, viene protetto dalla fusione  con teli geotessili bianchi in grado di riflettere i raggi del sole. Una pratica che riesce a preservare lo stato del ghiacciaio dai cambiamenti climatici, preservando dallo scioglimento causato dall’innalzamento delle temperature, oltre 100mila metri quadrati di ghiaccio. La categoria Storia Fotografica, è stato vinta invece il duo Jean Marc Caimi e Valentina Piccinni, con un reportage  sui “germogli della salvezza”, messi a punto in Puglia da un gruppo di agronomi e coltivatori, con lo scopo di creare un “super albero” d’ulivo resistente al terribile batterio comparso nel 2013 in Salento, che ha portato al disseccamento di milioni di piante di olivo. Il Grant da 10.000 euro in palio è andato infine al fotografo Matteo de Mayda con il progetto “There is no calm after the storm” (Non c’è calma dopo la tempesta), incentrato sul terribile evento meteorologico che nel 2018 stravolse i paesaggi dolomitici, lasciando a terra milioni di alberi.

“Sono lavori che rendono meno astratta l’idea di sostenibilità, attraversati da una linea comune: in tutte traspare l’impegno degli uomini e delle donne per migliorare il paese – ha dichiarato la giornalista Tiziana Ferrario, presidente della giuria, che ha selezionato circa oltre 3.800 fotografie di ben 795 fotografi di 30 nazionalità diverse. “Comportamenti responsabili ed esempi concreti – conclude – in una specie di prova generale della grande rivoluzione che attraverserà l’Italia grazie al PNRR, il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, che ci impone modernità, ma anche sostenibilità sociale e ambientale”.

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