Istruttoria dell’Antitrus sul recupero del piombo dalle batteria, Cobat: “Siamo estranei, è la denuncia di un competitor”

L’Antitrust ha avviato un procedimento istruttorio nei confronti di società attive nella filiera del recupero del piombo dalle batterie. Cobat: “Noi preveniamo le attività illegali”

foto di raccolta batterie esauste

L’Antitrust ha avviato un procedimento istruttorio nei confronti di società attive nella filiera del recupero del piombo dalle batterie con l’intento di accertare una presunta intesa restrittiva della concorrenza.

Cobat e Cobat Ripa, a seguito della visita ispettiva dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato, hanno chiarito alla stampa che “l’accertamento ispettivo, che allo stato si è concretizzato in ispezioni delle loro sedi e di alcuni soci dei consorzi, scaturisce dalla denuncia di un competitor di Cobat che ha, evidentemente, interesse a minare la reputazione, l’immagine e la posizione sul mercato di Cobat e di Cobat Ripa a proprio vantaggio”.

“Una vicenda – scrive in una nota il consorzio – paradossale per Cobat che è in linea con la compliance Antitrust di cui si è dotato e di meccanismi e certificazioni (ultima la ISO 27001) volti a prevenire qualsivoglia rischio di incorrere in attività illegali riguardanti non solo l’ambiente, ma anche la società e il mercato. Inoltre, Cobat Ripa, primo tra tutti i consorzi che si occupano della filiera, si è dotato di un nuovo statuto che non solo è perfettamente in linea con le più recenti prescrizioni, ma che – per il nuovo assetto consortile – rende impossibile nel suo seno un anche solo ipotetico accordo tra produttori e riciclatori, volto alla distorsione del mercato”

“Per fare la massima chiarezza su quanto accaduto – continua il comunicato – Cobat intende rendere pubblici i fatti che hanno portato a questo procedimento dell’Autorità. Si è appreso – così la vicenda ci è stata ricostruita – che oltre un anno fa, nel dicembre 2018, un nostro competitor si è presentato, con il premeditato intento di danneggiare Cobat e Cobat Ripa, presso un impianto di riciclo e, con un registratore nascosto, ha manipolato e decontestualizzato, nell’ambito di una normale dialettica commerciale, le frasi di un rappresentante del suddetto impianto che ha espresso in maniera iperbolica, millantando un potere che non ha, il suo disinteresse per la loro offerta commerciale. Per massima chiarezza, l’interlocutore del nostro competitor non ha alcuna carica e o funzione in seno a Cobat e Cobat Ripa”. 
 
“Si ipotizza che i riciclatori e produttori integrati abbiano concordato, in seno agli organi consortili di Cobat Ripa e Cobat, l’acquisto degli accumulatori al piombo esausti, per veicoli e industriali, raccolti dal sistema Cobat Ripa e Cobat e dagli altri sistemi di raccolta nazionali. Cobat e Cobat Ripa hanno già risposto a tutte le domande dell’Antistrust e hanno collaborato attivamente nel fornire tutta la documentazione relativa alle batterie al piombo esauste, che dimostra (almeno da parte degli stessi) la totale insussistenza del presunto accordo. Certi della serietà e della competenza dei funzionari dell’Antitrust, Cobat e Cobat Ripa sono fiduciosi in rapido e positivo esito del procedimento, che si concluderà, comunque, entro marzo 2021. Cobat e Cobat Ripa ribadiscono, come sicuramente verrà accertato alla chiusura del procedimento, l’assoluta infondatezza della denuncia del competitor nei loro confronti. Tale competitor – chiude il comunicato stampa – ha strumentalizzato informazioni e testimonianze raccolte per sostenere una tesi volta unicamente a danneggiare Cobat e Cobat Ripa che si riservano, quindi, ogni più ampia azione a loro tutela”.