mercoledì 27 Gennaio 2021

Ispra, bonifiche solo in 1 su 4 dei siti inquinati

Un'immagine di uno degli stabilimenti dell'Ilva di Taranto

Ciclo dei rifiuti, attività illecite, siti contaminati, bonifiche (avviate e completate) e percentuali. La fotografia che la Commissione parlamentare d’inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti è pronta a scattare non può prescindere dalle relazioni sullo stato dei siti individuati e classificati sul territorio nazionale. Tecnici e rappresentanti dell’Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) sono stati ascoltati dalla Commissione per chiarire quante e quali aree sono attualmente sotto esame. Il presidente Stefano Laporta, il direttore generale on. Alessandro Bratti e il responsabile dell’area per la caratterizzazione e la protezione dei suoli e per i siti contaminati, Fabio Pascarella hanno stilato la lista dei Siti di interesse nazionale per le bonifiche (Sin) chiarendo che oggi in Italia ci sono: 41 Sin, per una superficie totale a terra di 171.268 ettari e a mare di 77.733 ettari. Oltre la metà (21 Sin) si concentrano in Lombardia (5), Piemonte (4), Toscana (4), Puglia (4), e Sicilia (4). Per quanto riguarda invece l’estensione, le regioni con le superfici marine e terrestri più ampie di aree Sin sono il Piemonte (90.000 ha), la Sardegna (56.800 ha), la Sicilia (24.400 ha), la Puglia (24.000 ha) e la Liguria (22.500 ha).

La caratterizzazione di suoli e acque sotterranee è stata portata a termine per più del 60% dei Sin (esclusi 6 siti con caratteristiche peculiari) e gli interventi di bonifica o messa in sicurezza risultano approvati per il 12% dei suoli e il 17% delle acque sotterranee. Le bonifiche sono state completate per il 15% dei suoli e il 12% delle acque sotterranee. Solo su un quarto dei 41 Sin sono stati avviati o completati gli interventi di bonifica. Su due terzi di questi siti, è stato fatto soltanto lo studio preliminare (caratterizzazione). Lo ha rivelato il presidente dell’Ispra Stefano Laporta.

Snocciolati i numeri e le percentuali l’audizione dei tecnici e operatori Ispra in Commissione ha permesso di mettere in luce le criticità nelle procedure relative ai Sin, alcune delle quali riguardanti la natura dell’inquinamento con molti contaminanti, diverse quelle legate alle tipologie di proprietà dei siti (multiproprietà, passaggi di proprietà nel tempo, siti orfani), altre inerenti la frammentazione degli interventi effettuati e la perimetrazione delle aree. Uno scenario già compromesso cui vanno aggiunti i lunghi tempi degli interventi di bonifica, la proliferazione normativa, la difficoltà di digitalizzare e la necessità di raccolta delle informazioni in database completi di coordinate geografiche.

Per Stefano Vignaroli, presidente della Commissione Ecomafie è necessario “mantenere alta l’attenzione sul tema. In gran parte delle nostre inchieste, infatti, stiamo incontrando aree Sin: approfondiremo lo stato delle procedure di ripristino ambientale e le cause dei ritardi.” Nel quadro operativo della Commissione, quindi, resta preziosa la collaborazione con Ispra, che comprende anche la fornitura di dati e informazioni tecniche.

Redazionehttps://www.lanuovaecologia.it
Nata nel 1979. è la voce storica dell'informazione ambientale in Italia. Vedi qui la voce sulla Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/La_Nuova_Ecologia

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