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Invertiamo la rotta

Il 2017 si appresta ad essere ancora una volta l’anno più caldo con una concentrazione di CO2 ormai stabilmente sopra i 400ppm. Serve una radicale inversione di rotta. Gli attuali impegni di riduzione delle emissioni al 2030 sono, infatti, inadeguati a mantenere l’innalzamento della temperatura globale ben al di sotto dei 2°C, tantomeno entro 1,5°C. Si marcia pericolosamente oltre i 3°C, come evidenzia il recente “Emissions Gap Report” dell’Unep. Secondo il rapporto, gli attuali impegni consentono solo un terzo della riduzione delle emissioni al 2030 necessaria per raggiungere gli obiettivi previsti dall’Accordo di Parigi. L’attuale gap degli impegni al 2030 è di 11-13,5 giga tonnellate equivalenti di anidride carbonica (GtCO2e) per stare ben al di sotto dei 2°C e di 16- 19 GtCO2e per mantenere ancora aperta la possibilità di ridurre il surriscaldamento globale entro la soglia critica di 1,5°C. Gap colmabile con le tecnologie già disponibili. Entro il 2030 si possono ridurre le emissioni di ben 36 GtCO2e l’anno con un investimento di meno di 100 dollari per tonnellata di CO2 eliminata. Solo investendo in rinnovabili, efficienza energetica e forestazione si possono ridurre di 22 GtCO2e le emissioni annue al 2030. L’Europa deve dimostrare con i fatti la sua leadership globale ribadita ancora una volta a Bonn, deve aumentare gli impegni di riduzione delle emissioni previsti nel pacchetto clima-energia 2030 attualmente in discussione. L’Europa, sulla base delle raccomandazioni dell’Unep, deve aumentare il suo obiettivo di riduzione al 55% per contribuire a mantenere la temperatura globale al di sotto dei 2°C ed almeno al 58% per cercare di limitarne l’aumento non oltre l’1,5°C. Obiettivo ambizioso ma possibile. Se si guarda, infatti, alla traiettoria delle emissioni dal 2008 al 2015, queste sono diminuite del 2% circa l’anno. Solo continuando con lo stesso tasso di riduzione nel 2030 si raggiungerebbe una riduzione del 50-58%. Tutti i governi europei sono chiamati a fare la loro parte per vincere la triplice sfida climatica, economica e sociale. Una sfida che l’Europa e l’Italia non possono fallire. 

Mauro Albrizio
Mauro Albrizio è responsabile dell'ufficio europeo di Legambiente a Bruxelles

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