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Inquinamento, il 17% dei morti in Europa è italiano

L’Agenzia europea per l’ambiente ha stimato che nel 2019 nel nostro Paese ci sono stati 49.900 decessi prematuri causati da polveri sottili. Il biossido d’azoto ha causato 10.640 decessi, mentre l’ozono di 3.170 vittime

L’Agenzia europea per l’ambiente (Eea) ha stimato, sulla base delle indicazioni dell’Organizzazione mondiale della sanità, che in Italia nel corso del 2019 ci sono stati 49.900 decessi prematuri causati dall’inquinamento da polveri sottili (Pm 2,5). Mentre il biossido d’azoto può essere ritenuto causa di 10.640 decessi, decisamente meno quelli per l’ozono, 3.170.

Impietoso il confronto con l’Europa: il 17% dei morti per inquinamento nel nostro continente è infatti italiano (uno su 6). Una percentuale altissima considerato che gli italiani rappresentano appena il 13,5% della popolazione dei 27 Paesi dell’Unione. Siamo il Paese dove si registrano più decessi per inquinamento da biossido d’azoto (NO2), il doppio degli anni di vita persi: 180 anni ogni 100mila abitanti, contro i 99 della media dell’Unione. Il biossido d’azoto è un inquinante secondario provocato in larga misura dai motori diesel e dalle combustioni in genere, ma anche dai terreni agricoli e dall’allevamento intensivo. Gli ossidi d’azoto sono anche precursori del particolato secondario e dell’ozono.

È dunque di un quadro italiano a tinte fosche quello che emerge dal briefing pubblicato l’altro ieri sul sito della Eea titolato “Health impacts of air pollution in Europe”, il cui scopo è “stimare i potenziali benefici per la salute derivanti dal raggiungimento degli standard di qualità dell’aria dell’Ue e dei valori delle linee guida dell’Oms per il particolato fine nell’aria ambiente”. L’inquinamento atmosferico è una delle principali cause di morte prematura e malattie ed è il più grande rischio per la salute ambientale in Europa. Le malattie cardiache e l’ictus sono le ragioni più comuni di morte prematura attribuibili all’inquinamento atmosferico, seguite dalle malattie polmonari e dal cancro ai polmoni: ebbene, rispetto al 2005 i piani e i limiti all’inquinamento provocato dal traffico e dal riscaldamento hanno già contribuito a ridurre del 33% i decessi prematuri da polveri sottili. Un traguardo significativo che deve spronarci ad accelerare gli sforzi per i prossimi anni per migliorare.

L’obiettivo che si prefigge il piano europeo “Verso le emissioni zero” approvato dalla Commissione europea a maggio 2021 si prefigge infatti di ridurre le conseguenze sanitarie dell’inquinamento del 55% entro il 2030, rispetto ai valori del 2005: solo a causa del Pm 2,5 si potrebbero così evitare 65mila vittime ogni anno in tutta Europa. A questo scopo, dal prossimo anno, i valori limite di inquinamento medio annuale per le polveri ultrasottili verranno abbassati da 25 microgrammi al metro cubo a 10. Ancora il doppio delle linee guida stabilite recentemente dall’Organizzazione mondiale della sanità, ma ben al di sotto del valore che si riscontra nella media delle centraline di misura in tutta Italia (14,5). Quindi, l’anno prossimo non solo la pianura padana ma quasi tutte le principali città d’Italia si troveranno fuori legge per inquinamento. E di conseguenza lo Stato italiano dovrà inasprire le emissioni da riscaldamento (anche a metano), da traffico (abbandono progressivo dei motori a combustione) e dall’agricoltura. E tutte le Regioni dovranno riscrivere i propri Piani di risanamento dell’aria.

Ma come fare per dimezzare l’inquinamento al 2030 e poi ancora tendere a portare il Pm 2,5 al di sotto dei 5 micro grammi al metro cubo nel 2050 (“verso emissioni zero”)? È la stessa Eea a proporre un parallelo con la crisi climatica: anche le emissioni climalteranti (come la CO2) si dovranno ridurre in Europa del 55% e per poterlo fare si dovrà puntare su città a emissioni zero, mobilità esclusivamente elettrica e su una riduzione degli allevamenti e del consumo di proteine animali. È la transizione ecologica, da farsi sia per salvarci dai cambiamenti climatici che dall’inquinamento.

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Andrea Poggio
Segreteria nazionale Legambiente. socio fondatore. responsabile mobilità sostenibile e stili di vita (www.viviconstile.org). Autore di Vivi con stile (2007). Viaggiare leggeri (2008). Green Life. (2007). Twitter: ap_legambiente FB: viviconstile.org

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