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Ingegneri di natura

Anche le città devono trovare strategie innovative per adattarsi a cambiamenti climatici e fenomeni estremi. Milano fa scuola con due interventi pilota di “nature-based solution”

Dal mensile di settembre. Può l’ingegneria civile ispirarsi alla natura per contrastare gli effetti dei cambiamenti climatici? Sì, e in modo decisamente efficace, grazie alle nature-based solution, opere idrauliche e interventi che studiano gli ecosistemi naturali per coglierne gli elementi in grado di migliorare le capacità di adattamento e resilienza delle aree urbane. È sempre più necessario, infatti, che le città adottino strategie innovative per far fronte ai cambiamenti climatici anche nei territori periurbani, alla luce dell’aumento dei fenomeni estremi ormai frequenti quali mesi invernali siccitosi e giorni di pioggia incessante in primavera, bombe d’acqua e isole di calore in estate, tempeste con forti raffiche di vento in autunno.

In questo scenario l’area metropolitana milanese, per le sue caratteristiche geografiche, territoriali e socioeconomiche, è particolarmente esposta al rischio alluvioni, sia per l’aumento del flusso di picco dei fiumi Olona e Seveso, sia per la difficoltà di garantire un corretto deflusso delle acque a causa del tessuto urbano molto compatto, mentre l’area periferica di pianura soffre lunghi periodi di siccità che danneggiano gli ecosistemi e l’economia locale. Sul tema Milano fa scuola, a livello internazionale, con due interventi pilota di nature-based solution a Solaro e Masate, realizzati per contrastare l’elevato rischio idraulico a cui l’area è soggetta per via della crescente espansione urbana. «Gli esempi di progettazione green messi a punto a Solaro e Masate sono diventati casi di studio e applicazione anche per altri territori – spiega Alessandro Russo, presidente e amministratore delegato di Gruppo Cap – Un modello europeo di strategia di mitigazione dei cambiamenti climatici che permette di alleggerire la portata degli impianti di depurazione e della rete fognaria, e di mitigare il rischio inondazioni e allagamenti».

Bioritenzione e rain garden

A Solaro il modello di infrastrutture verdi adottato ha previsto la creazione di aiuole drenanti (rain garden) e aree di bioritenzione, inserite nel contesto urbano di un parcheggio di 5.700 metri quadri. L’acqua piovana si infiltra nel terreno, viene accumulata attraverso due sistemi di ritenzione esistenti, dotati di sei pozzi ciascuno, per essere poi rilasciata grazie alla struttura di dispersione. Si è calcolato che l’opera sia in grado di aumentare la diluizione delle acque raccolte in fognatura e la conseguente pressione sulle stesse durante le precipitazioni intense, arrivando a raccogliere un volume di pioggia stimato di 3.162 metri cubi annui, con una riduzione del flusso di picco di 77 litri al secondo.

Un bacino nel parco

A Masate, all’interno dell’area fortemente impermeabilizzata del parco comunale, è stato costruito un bacino artificiale della portata di 110 metri cubi sotto il livello stradale, che accumula l’acqua piovana e la rilascia gradualmente sul corpo idrico locale, in modo del tutto naturale. Una superficie complessiva di 135 metri quadrati collegata, mediante tubi di drenaggio, a sei pozzi perdenti di 3,5 metri di profondità e 2 di diametro interno. In una seconda zona è stata prevista l’intercettazione della tombinatura esistente e il conferimento a un sistema composto da altri sei pozzi perdenti. In entrambi i casi, l’afflusso delle acque nei pozzi è preceduto da un sistema di disoleatura, per impedire l’infiltrazione di olii e idrocaburi. Il sistema è in grado di raccogliere un volume di pioggia stimato in 6.384 metri cubi annui e di portare a una riduzione del flusso di picco di circa 73 litri al secondo.

Best practice europea

Le soluzioni verdi realizzate nel territorio milanese rientrano nell’ambito del progetto europeo “Life Metroadapt”, nato grazie al Programme for the environment and climate action della Commissione europea, con la collaborazione di Città Metropolitana di Milano, che ne è il capofila, Ambiente Italia srl, Cap Holding spa, eGeos spa, Association européenne pour la démocratie locale (Alda) e Legambiente Lombardia. «Puntare sui sistemi di adattamento basati sulla natura è la soluzione più adatta al nostro contesto densamente urbanizzato, in cui le sfide ambientali si intrecciano a disagio sociale e lavorativo – spiega Michela Palestra, consigliera delegata ambiente Città Metropolitana di Milano – Le soluzioni offerte riguardano i principali problemi individuati, come la vulnerabilità dei soggetti più esposti agli effetti dell’isola di calore estiva e l’impermeabilità, con i rischi correlati di esondazioni e allagamenti, mobilitando competenze e risorse, economiche e tecnologiche, necessarie per mettere in campo azioni concrete».

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Per saperne di più

Nature-based solution
Il servizio video sugli interventi a Solaro e Masate per contrastare il rischio idraulico

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