Crisi dimenticate: l’impegno di MSF nell’Indonesia colpita dai terremoti

La priorità della ong è formare lo staff sanitario locale perché porti avanti i servizi di salute mentale a beneficio delle popolazioni colpite

Un'operatrice di MSF in Indonesia in una zona colpita dal terremoto

Volge al termine l’intervento di emergenza effettuato da Medici Senza Frontiere nella provincia di Sulawesi Centrale, in Indonesia, a seguito della serie di terremoti che lo scorso 28 settembre hanno causato morte e distruzione. Le operazioni di ricerca e salvataggio sono state interrotte il 12 ottobre. Secondo i dati dell’Agenzia Nazionale di Gestione dei Disastri indonesiana (BNPB), al 30 ottobre sono 2.101 i morti accertati, le persone gravemente ferite 4.438, 1.373 i dispersi.

“Il governo, le autorità locali e le organizzazioni non governative indonesiane sono stati tempestivi nella risposta al disastro. Come organizzazione medico-umanitaria internazionale, MSF ha integrato questi sforzi e fornito aiuto nel momento di specifiche necessità o lacune”, ha dichiarato Daniel von Rège, direttore di MSF in Indonesia.

Attività di supporto logistico verranno portate avanti dalla ong fino a metà dicembre. Priorità verrà data alle persone che vivono nelle comunità e alla formazione dello staff sanitario locale perché porti avanti i servizi di salute mentale a beneficio delle popolazioni colpite.

“Ci vorrà ancora del tempo prima che i cittadini di Palu, Donggala e Sigi possano tornare alla vita che conducevano prima del terremoto – ha spiegato Rangi W. Sudrajat, medico di MSF che ha partecipato all’intervento in Indonesia – Tuttavia, la cosa più importante che ho imparato in Indonesia è la forza interiore e la capacità di recupero di queste comunità. Mi hanno insegnato a vivere la vita al massimo. Si può piangere ogni tanto, ma è più importante sorridere ed essere felici. Qui è quasi un obbligo, fosse solo per ricambiare l’amore ricevuto da chi è stato colpito da questo disastro”. 

Le équipe di MSF hanno anche costruito un centro sanitario temporaneo a Baluase, a sud di Palu, e installato latrine e serbatoi d’acqua in alcuni campi per sfollati interni, attività di supporto logistico portate a termine il 18 novembre. Il 14 novembre si sono concluse anche le attività mediche fornite da MSF. Questa decisione è stata presa dopo aver valutato positivamente la capacità dei centri sanitari comunitari (Puskesmas) di gestire i bisogni sanitari della popolazione. Nel momento in cui MSF stava concludendo le attività, queste strutture stavano lavorando all’80-90% delle loro capacità e avevano già ripristinato i servizi sanitari in funzione prima del terremoto, dello tsunami e della cosiddetta liquefazione, il fenomeno che fa perdere al terreno consistenza e densità trasformandolo in fango.