India e Bangladesh in crisi tra Coronavirus e ciclone Amphan

In piena emergenza sanitaria, il ciclone minaccia gravemente aree densamente abitate. I rifugi anti ciclone sono affollati e rischiano di diventare focolai per la diffusione del virus / Uragani, tempeste e cicloni sempre più forti: lo studio

 

foto di disagi a Calcutta per il ciclone Amphan
L’India e il vicino Bangladesh sono entrambi in situazioni critiche a causa dell’aumento dei contagi da Coronavirus. Il lockdown è ancora molto rigoroso e centinaia di rifugi pubblici, normalmente destinati alle emergenze climatiche, sono stati trasformati in centri per la quarantena. Ora, però, a rendere la situazione ancora più drammatica è arrivato il ciclone Amphan, con tutta la sua violenza.

Il ciclone si sta abbattendo su una regione vulnerabile e densamente popolata, vicino alla città indiana di Digha, sulla costa orientale, con raffiche di vento che spirano anche a 161 km/h. Questa settimana i meteorologi hanno definito Amphan, alimentato dalle calde acque del Golfo del Bengala, uno dei cicloni più potenti degli ultimi decenni. Si è schiantato contro la costa indiana poche ore fa, abbattendo alberi enormi e portando piogge devastanti, distruggendo barche, abitazioni, centraline energetiche. 22 i morti accertati finora. Il passaggio del super ciclone è una sfida difficile in una fase così delicata e già fortemente condizionata dalla pandemia. Le autorità locali sono state costrette ad attuare i piani di evacuazione per due milioni e mezzo di persone.

Migliaia di abitanti evacuati dalle loro case sono stati costrette a ripararsi nei rifugi, dove però la probabilità di contrarre il Covid-19 può essere molto elevata, a causa dell’affollamento. “Stiamo combattendo una guerra su due fronti” – ha confessato al New York Times Rajesh Pandit, ufficiale di polizia – Prima di tutto per evacuare i cittadini, che non vogliono abbandonare le proprie case per paura del virus, e poi per essere sicuri che non prendano l’infezione”.

Circa tre milioni di persone sono state già sistemate nei rifugi anti cicloni. Alcune di queste strutture sono enormi e possono contenerne fino a 5.000, ma altri sono ben più piccoli e già molto affollati. Le autorità hanno sgomberato anche scuole ed edifici governativi per ospitare altri 2 milioni di persone che ancora dovrebbero essere evacuate. “Molti non sono consapevoli dell’importanza del distanziamento sociale e delle regole igieniche necessarie”, ha detto Sharif-ul-Islam, un funzionario del governo del Bangladesh. “La nostra priorità è educare i cittadini e cercare di tenerli al sicuro”.

Rispetto a ieri, il ciclone si è indebolito, ma resta comunque una grave minaccia per Bangladesh e India. Anche la città di Calcutta è sulla traiettoria del ciclone, che dovrebbe approdare a terra entro la serata di oggi.

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