Incubo Bolsonaro

Il presidente eletto del Brasile è quanto di peggio potevano augurarsi ambientalisti e popoli indigeni. Fra le sue "promesse in campagna elettorale, quella di aprire l’Amazzonia e le riserve ad agricoltura, allevamento e miniere. Greenpeace: la deforestazione può triplicare

 

Bolsonaro, Rischio Se Il Brasile Gira A Destra

Per gli ambientalisti brasiliani Jair Bolsonaro è un incubo diventato realtà. Il presidente eletto è vicino alla lobby di agricoltori e allevatori, la Bancada Ruralista, e all’industria mineraria. In campagna elettorale ha insistito sul voler aprire l’Amazzonia allo sfruttamento agricolo e minerario e alle grandi dighe, riducendo tutti i vincoli posti dai governi precedenti a difesa della natura e dei popoli indigeni.

Bolsonaro ha inoltre promesso di fondere il ministero dell’Ambiente con quello dell’Agricoltura, subordinando così la tutela ambientale agli interessi di coltivatori e allevatori. “Ci sono troppe aree protette sulla via dello sviluppo del Brasile”, ha detto il presidente eletto. E ancora: “Preserveremo l’ambiente, ma non disturberemo le vite di chi produce”. Come se non bastasse, Bolsonaro ha accusato le agenzie ambientali di essere “un’industria delle multe”. La principale del Paese, l’Ibama, è in particolare una delle sue bestie nere, e in campagna è arrivato a minacciare di ridurla al silenzio. Ha poi promesso di semplificare le valutazioni di impatto ambientali delle opere edili.

Per Greenpeace Brasil, se Bolsonaro manterrà le promesse elettorali “la deforestazione in Amazzonia può triplicare”. L’ex capitano dell’esercito aveva annunciato che avrebbe ritirato il Brasile dall’Accordo di Parigi (molti suoi collaboratori sono scettici sul riscaldamento globale), ma dopo il primo turno ha cambiato idea. Un’altra bestia nera del nuovo presidente sono le riserve degli indigeni, vietate allo sfruttamento agricolo e minerario. Ha annunciato che saranno aperte a minatori e allevatori, e che non ne saranno create di nuove. “Non un centimetro sarà demarcato per le riserve indigene”.

Il nuovo capo del governo vuole anche far ripartire i progetti per le gradi dighe in Amazzonia, bloccate per le preoccupazioni ambientale e le proteste dei nativi. In Brasile vivono circa 900mila indigeni, l’1% della popolazione. Le loro terre sono costantemente minacciate dalle occupazioni abusive di agricoltori, allevatori e minatori, e troppi indios vengono massacrati perché si oppongono. Il Brasile, ricordiamo, è lo Stato più pericoloso al mondo per gli ecoattivisti: nel 2017 ne sono stati ammazzati 57. Ora, per loro, il futuro appare ancora più fosco.

Select The Materials Fashion Style, Nb Balance Shoes, Balance Footwear, Sneakers Balance Quality Assurance