sabato 19 Giugno 2021

Acquista

Login

Registrati

Incentivi auto inquinanti? Anche basta

I bonus auto, 1,2 miliardi dall’inizio 2020, sono stati un successo per produttori e concessionari, ma un fallimento dal punto di vista sociale e ambientale: all’estero si offrono auto elettriche in flotta alle aziende e usato poco inquinante alle famiglie più povere

La lobby delle auto (diesel e fossile) insiste nel cercare di “rendere strutturali gli ecobonus auto” sino a 135 grammi di emissioni di CO2, quindi oltre al limite delle multe europee (limite di circa 95 grammi, 120 con il nuovo ciclo di guida) e insiste perché vengano inseriti nel “Decreto sostegni-bis” che sta per giungere alle Camere per l’approvazione. Speriamo di no: perché hanno fallito gli obiettivi sociali e ambientali, come abbiamo già fatto notare. Gli incentivi sono stati giustificati per favorire il ricambio auto (rottamazione) per le famiglie impoverite: in realtà hanno comprato l’auto nuova solo gli italiani più abbienti, mentre le famiglie impoverite hanno acquistato meno auto nuove (-200 mila rispetto al 2019), e più auto usate (ben 2,6 milioni di permute), piuttosto vecchie (nel 62% dei casi di almeno 6 anni) e si sono tenute spesso la loro vecchia auto (le rottamazioni sono diminuite da un milione a 850 mila). Il governo ha regalato soldi a chi li aveva.

Risultato? Nel 2020 la popolazione è calata (-300 mila), siamo diventati più poveri ma con più automobili (+300 mila), abbiamo più auto che patenti (36 milioni patenti B e 39 milioni di auto), ugualmente vecchie (11,5 anni, 56% da euro0 ad euro4), che usiamo sempre meno: ogni auto 17.300 km all’anno nel 2000, 14.100 nel 2019 (-19%), meno di 12.000 nel 2020 (-20%). Si sono ridotte le auto acquistate dalle aziende o dalle flotte di noleggio a breve e lungo termine.

Tutto il contrario si sta facendo all’estero

In Germania, Francia, Spagna, Inghilterra invece: primo, nessun incentivo auto a benzina e diesel (oltre 95 grammi CO2 al km) e non pretendono che siano soprattutto le famiglie a comprarsi auto nuove: là due terzi del mercato sono flotte (63% in Germania), noleggi e aziende, da noi solo un terzo (36%). Si incentivano flotte soprattutto elettriche (aziendali e noleggio), si obbliga ad avere una quota totalmente elettriche. Le aziende ammortizzano il maggior prezzo di noleggio dell’elettrico con i minori costi di gestione: nessuno si indebita e la famiglia acquista un’auto più pulita all’usato (dopo 3 anni di uso in flotta) a minor prezzo e pagando meno tasse. In Francia è previsto un incentivo di 3 mila euro per i bassi redditi per l’acquisto usato recente (max 4 anni).

Secondo: gli investimenti sono soprattutto orientati al trasporto pubblico rapido e di massa, treni pendolari, metropolitane e autobus elettrici, due o tre volte più che in Italia. Nel PNRR ci sono appena 3 mila autobus elettrici. Noi tassiamo i servizi di trasporto pubblico e condiviso, anche con l’IVA: ticket bus 10%, sharing mobility 22% (dalla bici all’auto).

Terzo: in Francia e in Germania lo stato ha imposto una politica industriale innovativa alla propria industria. Si costruisce l’economia circolare delle batterie elettriche e si propone l’innovazione digitale. Così in Francia e Germania si vendono 4 volte più elettriche che da noi e Volkswagen investe in software quanto Apple e difende la svolta elettrica dei governi. I sindacati chiedono ad Audi più modelli elettrici per difendere l’occupazione. La Francia prevede di usare i fondi europei per raggiungere i 100 mila punti di ricarica elettrica entro il 2022.

Andrea Poggio
Segreteria nazionale Legambiente. socio fondatore. responsabile mobilità sostenibile e stili di vita (www.viviconstile.org). Autore di Vivi con stile (2007). Viaggiare leggeri (2008). Green Life. (2007). Twitter: ap_legambiente FB: viviconstile.org

Articoli correlati

Traffico illecito di rifiuti: 29 arresti in Calabria

Custodia cautelare in carcere per quindici degli indagati, domiciliari per gli altri. L'operazione diretta e coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro

Capraia, conclusa la bonifica dell’amianto

La prima fu promossa nel 2012 e sanò oltre 12 tonnellate di manufatti . Questa volta sono più di 13 quelle rimosse

La siccità rischia di essere “la prossima pandemia”

Ad affermarlo è l'Onu in un nuovo report. Almeno 1,5 miliardi di persone sono state direttamente colpite in questo secolo con un costo stimato di 124 miliardi di dollari

Seguici sui nostri Social

16,989FansLike
21,231FollowersFollow
0SubscribersSubscribe

Gli ultimi articoli

Capraia, conclusa la bonifica dell’amianto

La prima fu promossa nel 2012 e sanò oltre 12 tonnellate di manufatti . Questa volta sono più di 13 quelle rimosse

“Tra le pagine del mare”, il concorso letterario che racconta le località costiere italiane

L'iniziativa è organizzata dall’Osservatorio Paesaggi Costieri Italiani di Legambiente, in collaborazione con Primiceri Editore. Saranno selezionati brevi racconti inediti, ambientati nei centri del nostro Paese affacciati sul mare

Dal 18 al 27 giugno il Decrescita Felice Bike Tour 2021

La manifestazione è alla sua sesta edizione. Un percorso di 300 km a tappe per amanti delle due ruote organizzato da Movimento per la Decrescita Felice e Altri Mondi Bike Tour

Roma, il Festival circolare alla Città dell’altra economia

Dal 16 al 18 giugno in mostra i protagonisti e le esperienze del progetto di educazione alla cittadinanza globale “Metti in circolo il cambiamento”. Spazio alle tredici idee vincitrici e alle esperienze di imprenditoria circolare

Sos tartarughe marine

Legambiente lancia un numero unico per raccogliere le segnalazioni di tracce o di piccoli di tartaruga sui litorali italiani. Un invito a mobilitarsi in modo semplice, inviando un messaggio whatsApp o un sms al 349 2100989
Ridimensiona font
Contrasto