In una settimana ingeriamo 5 grammi di microplastiche

Dalle microfibre artificiali dei vestiti alle microsfere dei cosmetici, ma anche pezzi più grandi di plastica che si decompongono e vengono ingeriti dai pesci o da altri animali. Ecco il peso di quello che mangiamo e di cui ancora non conosciamo gli effetti  Microplastiche nel ghiacciaio sullo Stelvio In Adriatico pesci “sazi” di microplastiche non crescono Strasburgo chiede il bando entro il 2020

Microplastiche nel piatto

In media sarebbero 5 grammi di plastica: l’equivalente di una carta di credito. Questa la quantità di microplastiche che ingeriamo in una settimana secondo l’Università di Newcastle in Australia.

Secondo gli scienziati di Newcastle, che hanno da poco pubblicato uno studio sul tema commissionato dal Wwf, in media ingeriamo ogni settimana circa 2000 particelle di microplastiche. In un altro recente studio, realizzato dall’Università di Victoria in Canada, si ipotizza addirittura che un consumatore medio ogni anno ingerisca oltre 50mila particelle di microplastica.

Con oltre 8 milioni di tonnellate di plastica che ogni anno finiscono negli oceani negli ultimi anni è salito ai primi posti nelle battaglie ambientali da risolvere tanto che, dall’Unione Europea sino al Canada, decine di Paesi hanno scelto di bandire in futuro le plastiche monouso.

Uno dei problemi maggiori è che questo materiale, di durata centenaria, nel tempo tra degrado e acqua si trasforma in “microplastiche”, particelle più piccole di cinque millimetri. Attraverso la catena alimentare arrivano anche agli esseri umani.

Ancora non ci sono studi sufficienti per coglierne appieno gli effetti sulla nostra salute.