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In piazza per il clima

Aran Cosentino Fridays for future

Il suo impegno per l’ambiente è iniziato nell’agosto del 2016 e aveva un obiettivo ben preciso: difendere l’integrità del torrente vicino a casa sua. Da lì è partito tutto. Oggi il giovanissimo Aran Cosentino, che compirà 17 anni a maggio, di strada ne ha fatta tanta. C’è lui fra i promotori dello sciopero per il clima indetto per il 15 di questo mese a Udine, la città dove studia. «La lotta per l’Alberone mi ha insegnato molto – dice Aran – Primo: l’unione fa la forza. Secondo: più ti impegni, più è probabile ottenere un risultato positivo».
Aran vive nelle valli del Natisone, in Friuli-Venezia Giulia, quasi al confine con la Slovenia. Il torrente Alberone, affluente del Natisone, scorre a due passi da casa sua. L’elevata qualità delle sue acque è testimoniata dalla presenza dell’ormai raro gambero di fiume. Da bambino Aran ha potuto vivere moltissime esperienze a contatto con la natura, anche a scuola. «Ricordo le lezioni in giardino, sotto al melo, o le uscite a piedi nel bosco con la mia classe. Tutto questo mi ha segnato, facendomi comprendere l’importanza di rispettare l’ambiente. Chi è cresciuto in città, nel cemento – continua – fa più fatica a capire il valore di queste esperienze. Adesso, con gli impegni scolastici, non ho più tanto tempo per stare nella natura, ma quando posso lo faccio, mi fa sentire bene».
È stato quando ha visto minacciato il suo torrente che Aran ha iniziato la sua battaglia. C’era una richiesta di autorizzazione da parte di una ditta privata per realizzare una centralina idroelettrica sull’Alberone. Si è informato sull’impatto ambientale e sui benefici in termini di produzione di energia rinnovabile, comprendendo che l’impianto si giustificava solo per motivi economici, per un interesse privato e non della collettività. Così Aran, di slancio, ha creato un gruppo su Facebook e avviato una raccolta firme per salvare il torrente dalla speculazione. La risposta mediatica è stata inaspettata e ha portato al ritiro, per ben due volte, della domanda di sfruttamento. Nell’estate del 2017, Legambiente Friuli-Venezia Giulia ha premiato il ragazzo con la “bandiera verde” della Carovana delle Alpi. «Penso che la difficoltà principale a coinvolgere le persone nelle battaglie per l’ambiente sia la mancanza di informazioni corrette, sull’energia e sul cambiamento climatico – riprende il diciasettenne – La mia generazione, anche grazie all’esempio di Greta Thunberg, sta cominciando a cambiare, ma è vero che la maggior parte dei miei coetanei per ora continua a pensare solo a cose futili».
La lotta per l’Alberone ha messo Aran Cosentino in contatto con molti altri attivisti giovanissimi sul web, e per lui è stato quasi automatico entrare nel coordinamento italiano del movimento globale Fridays for future. «Nella mia scuola ho incontrato un’altra studentessa molto attiva, Marianna Tonelli. Con gli altri, che stanno più lontano, ci conosciamo e ci sentiamo attraverso i social network, ma il nostro obiettivo non è affatto virtuale – spiega – Aver trovato altri ragazzi che al futuro del pianeta ci tengono è stato fondamentale per proseguire il mio impegno. Da soli non si può fare molto, ma in tanti possiamo lanciare un messaggio ai politici: è ora di agire per il clima, non c’è più tempo».l

Elisa Cozzarini
Laureata in Scienze Politiche a Trieste, come giornalista si occupa di ambiente, e in particolare di fiumi, da oltre dieci anni. Si dedica al racconto del territorio del Friuli Venezia Giulia e del Veneto attraverso la scrittura, la fotografia e l'audiovisivo. Ha pubblicato diversi libri per Ediciclo/Nuovadimensione, tra cui "Radici liquide. Un viaggio inchiesta lungo gli ultimi torrenti alpini", 2018, finalista al Premio Mario Rigoni Stern.

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