In Lombardia la battaglia di Legambiente contro smog e cantieri interrotti

Dopo i presidi di marzo a Cormano e di aprile a Bollate, il coordinamento milanese prosegue la mobilitazione. Appuntamento a Paderno Dugnano mercoledì 8 maggio dalle 8

tubo scarico fumante di un autoveicolo
 
Dopo i presidi di marzo a Cormano e di aprile a Bollate, il coordinamento milanese di Legambiente prosegue la mobilitazione contro smog, traffico, mancanza di manutenzione delle strade e cantieri interrotti.
La Lombardia, d’altra parte, è  soffocata dallo smog. Seppur la media annuale sia migliorata nell’ultimo decennio, restano elevati i picchi di concentrazioni di polveri sottili e ozono, che rendono l’aria irrespirabile nella maggior parte dei mesi invernali ed estivi. Tra le principali fonti di emissione figurano il traffico, con l’auto privata che continua ad essere di gran lunga il mezzo più utilizzato, il riscaldamento domestico, le industrie e le pratiche agricole. È il quadro a tinte fosche dipinto dall’edizione 2019 di Mal’aria, il dossier annuale di Legambiente sull’inquinamento atmosferico.

Un anno da codice rosso per la qualità dell’aria il 2018. La città che lo scorso anno ha superato il maggior numero di giornate fuorilegge è Brescia con 150 giorni (47 per il Pm10 e 103 per l’ozono), seguita da Lodi con 149 (78 per il Pm10 e 71 per l’ozono), Monza (140), Milano (135), Bergamo e Cremona (127) (vd. tabella 1). Analizzando le classifiche stilate dall’associazione, si evince come l’intero bacino padano resti soffocato dalla morsa dello smog. Per quanto riguarda i valori di Pm10 Lodi (centralina Vignati) guida la classifica delle città lombarde che hanno oltrepassato il limite quotidiano fis­sato per legge a 50 μg/mc, come media giornaliera, da non superare per più di 35 giorni l’anno (vd. tabella 2), con 78 giorni, seguita da Milano (Marche) con 74.

Il prossimo appuntamento per l’associazione sarà a Paderno Dugnano mercoledì 8 maggio dalle 8, con un flashmob. “Non ci fermeremo, continueremo questa battaglia in tutti i comuni interessati, per mantenere alta l’attenzione dei cittadini sul problema e sollecitare una risposta dalle istituzioni che ignorano l’emergenza” dichiara Marzio Marzorati, vicepresidente di Legambiente Lombardia.