Imprese, ambiente e legalità. Gli ecoreati e i nuovi strumenti a difesa dell’ambiente e dei cittadini

Al via dal 12 dicembre il secondo ciclo di seminari formativi promossa da Legambiente e Cobat sulla legge 68/2015. Prima tappa a Piacenza

Parte il primo corso sugli ecoreati

Con la prima tappa di Piacenza (12 dicembre 2019) si apre il Secondo ciclo di seminari formativi sulla legge 68/2015 promossa da Legambiente e Cobat, dal titolo “Imprese, ambiente e legalità. Gli ecoreati e i nuovi strumenti a difesa dell’ambiente e dei cittadini”. Al centro degli incontri il provvedimento normativo che rappresenta la rivoluzione copernicana in materia di tutela penale dell’ambiente. Il frutto di una lunga battaglia di civiltà promossa e guidata da Legambiente per oltre vent’anni. La legge 68 – è bene ricordare– ha modificato sia il codice penale, introducendo un nuovo Titolo (VI bis) dedicato ai delitti contro l’ambiente, che il cosiddetto Codice dell’Ambiente, introducendo la Parte Sesta bis, che regolamenta le procedure di estinzione amministrativa dei reati contravvenzionali che non hanno comportato danni o pericoli di danni all’ambiente. La prima parte punta a punire con particolare severità gli ecocriminali veri e propri, la seconda offre invece la possibilità di sanare situazioni di mera irregolarità formale adempiendo alle prescrizioni comminate dall’organo accertatore (entro un determinato lasso di tempo ben stabilito) e pagando una oblazione scontata di un quarto rispetto alla sanzione massima prevista.

Tutte le iniziative promesse dal Corso hanno avuto il patrocinio e la collaborazione concreta di Confindustria e, nelle loro rispettive articolazioni Regionali, del Sistema Nazionale di Protezione Ambientale (SNPA).

L’obiettivo principale del Corso è quello di dare una panoramica sullo stato di applicazione della legge 68, utilizzando i dati ufficiali provenienti dalle forze dell’ordine, dal Ministero di Giustizia e dal Sistema Nazionale di Protezione Ambientale. I dati del 2018 sono da record. La legge sta funzionando e il lavoro sul campo lo sta dimostrando, ogni anno sempre di più e sempre meglio. Negli ultimi trecentosessantacinque giorni è stata applicata e contestata dalle forze dell’ordine per 1.108 volte, più di tre volte al giorno, con una crescita più del doppio rispetto all’anno precedente, pari a + 129%. Crescita robusta che, almeno in parte, è dovuta all’inserimento, dal mese di aprile 2018 e grazie a un provvedimento governativo, del delitto di traffico organizzato di rifiuti, all’interno del Libro dei Delitti contro l’ambiente del codice penale all’art. 452 quaterdecies (Libro creato proprio dalla legge 68). Del totale delle contestazioni, 583 riguardano l’applicazione della Parte sesta-bis del Codice dell’Ambiente “Disciplina sanzionatoria degli illeciti amministrativi e penali in materia ambientale” mentre il resto (525) riguarda i delitti veri e propri. In crescita esponenziale pure le denunce e gli arresti, in applicazione della stessa legge, che arrivano a quota 1.939 (nel 2017 erano state 947) e i sequestri, ben 333 (con una impennata del 213%).

Come lo scorso anno, la fattispecie dell’inquinamento ambientale ex art. 452 bis del codice penale è quella più applicata, che nel 2018 si attesta a 218 contestazioni, crescendo del 55,7% rispetto all’anno prima; ancora più impressionante è l’aumento dei casi di disastro ambientale ex art. 452 quater c.p., che è stata applicata in 88 casi (più che triplicati rispetto all’anno prima), senza dubbio la fattispecie più pregnante e dal forte valore simbolico in nome del popolo inquinato. Basterebbero questi due numeri per dare la cifra della rivoluzione in campo e dell’utilità di una norma che ha colmato un vulnus democratico insopportabile, che affidava a delle semplici e flebili contravvenzioni il compito di punire, e soprattutto di dissuadere, gli ecocriminali. Completano il quadro le 86 contestazioni per il delitto di traffico organizzato di rifiuti (art. 452 quaterdecies), i 15 di traffico e abbandono di materiale ad alta radioattività (art. 452-sexies c.p.), i 6 casi di delitti colposi contro l’ambiente (452-quinques), i 6 di impedimento al controllo (art. 452-septies) e i 2 di omessa bonifica. Interessante sottolineare anche le 103 contestazioni sulla base della responsabilità degli enti sulla base dell’art. 25 D.Lgs. 231/2001 (così come emendata dalla legge 68), così come i quasi 291 milioni di euro di beni sequestrati grazie alle nuove disposizioni.

 

Come già successo nella scorsa edizione, nell’ambito del Corso si illustrerà in profondità la dimensione effettiva della riforma sul sistema complessivo di tutela penale dell’ambiente, il suo stato di salute e le sue, eventuali, criticità applicative. L’obiettivo del Corso è, infatti, anche quello di sciogliere eventuali nodi e consentirne l’applicazione migliore possibile, ragionando insieme ad alcuni dei principali e più accreditati protagonisti. Sarà questa un’altra occasione per discutere, tra l’altro, sull’esigenza di uniformità dei criteri applicativi principalmente in merito alle prescrizioni impartite dagli organi accertatori (e sulle successive dinamiche legate alle procedure di asseverazione), così come disposto dalla legge 68 nella parte che ha introdotto la Parte Vi bis del Dlgs 152/2006.

Sarà fondamentale anche ragionare sul ruolo del mondo economico rispetto a questo cambio di paradigma, davvero radicale, e delle strozzature autorizzatorie e impiantistiche all’interno delle filiere, in particolare quella delle batterie e delle pile esauste.  Attenzione particolare sarà dedicata al ruolo della prevenzione e della compliance, sia in ambito pubblico che privato.

Ovviamente, si spera in una nutrita presenza di rappresentanti di aziende e personale tecnico-organizzativo legato al mondo delle professioni, che l’anno scorso hanno rappresentato circa l’80% delle presenze. In ogni caso il Corso è aperto a tutti coloro che volessero conoscere di più questo nuovo strumento normativo, che rappresenta a ogni buon conto uno dei pilastri dell’economia circolare, che deve essere protetta prima di tutto dall’illegalità (in ogni sua forma e grado).  

 

I seminari, la cui partecipazione è gratuita previa prenotazione, si svolgeranno nell’ambito di un’unica sessione mattutina, dalle 9,30 alle 13. Le prossime tappe saranno nelle città di Roma, Palermo e Milano. L’obiettivo principale rimane sempre quello di provare a fornire ai partecipanti una panoramica sui principi fondamentali della nuova legge sugli ecoreati, ancorandola ai casi concreti e incrociandola con la complessità di norme e regolamenti che toccano altri temi e disciplinano nel suo complesso la tutela ambientale nel nostro ordinamento.