Il Regno Unito proclama l’emergenza climatica

È il primo Stato al mondo. Approvata alla Camera dei Comuni la mozione laburista. Tra le misure previste il livello zero di emissioni nocive prima del 2050, l'incremento delle fonti rinnovabili, progetti di economia verde e il taglio della produzione di rifiuti

immagine di Westminster

Aggiornato il 2 maggio alle 15:10

Il primo maggio la Camera dei Comuni britannica ha approvato una mozione presentata dall’opposizione laburista che dichiara formalmente lo stato di “emergenza climatica”. Si tratta del primo Paese al mondo che intraprende un’iniziativa del genere. La mozione rappresenta un successo per il leader del Labour, Jeremy Corbyn e per i movimenti ecologisti avevano invocato l’approvazione della mozione in una serie di manifestazioni di piazza tenutesi fino a ieri.

Nel dibattito alla Camera Michael Gove, il ministro dell’Ambiente del governo conservatore guidata dal premier Theresa May, rispondendo a Corbyn ha riconosciuto l’esistenza di un’emergenza climatica nel Paese, decidendo comunque di non appoggiarte la mozione.

Tra le misure previste nella mozione il livello zero di emissioni nocive prima della data finora indicata del 2050, l’incremento delle fonti rinnovabili, progetti di economia verde e taglio della produzione dei rifiuti. 

“Questo può essere l’inizio di una serie di azioni”, ha dichiarato Corbyn. “Prendiamo l’impegno di lavorare con altri Paesi per allontanare la catastrofe climatica e per rendere chiaro a Donald Trump che non può ignorare gli accordi internazionali”.

A sostegno dell’iniziativa laburista si sono schierati Greenpeace ed Extinction
Rebellion e la sinistra giovanile britannica come Momentum. Extinction Rebellion, in particolare, è stato il movimento protagonista di numerose proteste a Londra nelle ultime settimane. L’emergenza climatica è stata già proclamata dal Comune di
Londra su proposta del sindaco laburista, Sadiq Khan, e annunciata dai governi locali di Scozia e Galles.

Sulla mozione approvata dalla Camera dei Comuni britannica si è espressa favorevolmente in Italia la deputa di Leu Rossella Muroni. “Il 2018 è stato l’anno più caldo per l’Italia dal 1800 e si assiste al susseguirsi di record che non possono lasciare indifferenti – ha dichiarato in una nota – Nubifragi, siccità, ondate di calore sempre più forti e prolungate, fenomeni meteorologici sempre più intensi ed estremi dovuti in primis ai cambiamenti climatici stanno causando danni ai territori, alle città indietro nelle politiche di adattamento al clima, e alla salute dei cittadini. Soltanto lo scorso anno sono state 32 le vittime in 148 eventi estremi che si sono succeduti lungo tutta la penisola; 66 sono i casi di allagamenti da piogge intense; 41 casi, invece, di danni da trombe d’aria, 23 di danni alle infrastrutture e 20 esondazioni fluviali”.

“L’Italia – ha precisato la Muroni – prenda esempio dal Regno Unito, primo Paese al mondo in cui la Camera dei Comuni ha approvato una mozione, presentata dall’opposizione laburista, che dichiara formalmente lo stato di emergenza per il mutamento climatico. La crisi climatica è la sfida del nostro tempo, affrontarla significa rispondere anche alle crisi economica e sociale, ma abbiamo solo una manciata di anni per farlo. Ecco perché intendo presentare alla Camera una mozione simile a quella inglese”.

“Dopo la mozione Pd-Leu votata da inizio aprile in cui provavamo a spingere il governo ad agire sul clima, è necessario un atto forte del Parlamento con cui si dichiari anche in Italia l’emergenza per il clima. In tale mozione andranno indicati anche impegni puntuali e misurabili per il governo su fronti strategici quali: energia, trasporti, edilizia, uscita dai sussidi fossili e stop al consumo delle risorse naturali. Ai molti politici che hanno accolta Greta o che sono andati in piazza accanto ai giovani avevo già proposto da tempo che rispondessimo al climate-strike approvando leggi importanti su questi temi. Dal contrasto al consumo di suolo allo stop ai sussidi alle fonti fossili, passando per una forma di carbon-tax e per la promozione della generazione energetica diffusa e rinnovabile. Temi prioritari su cui sono a disposizione del parlamento diverse mie proposte e che andrebbero accompagnati da un Piano energia e clima coerente con gli obiettivi assunti a Parigi, anziché da un piano in continuita’ con il passato come quello proposto dal governo”, ha concluso la deputata di Leu.

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