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Il naufragar m’è dolce in questo mare (di libri)

Dal mensile. Da Omero alla letteratura contemporanea del Nord Europa, dai romanzi di Melville alle poesie di Rimbaud. Un’immersione nelle profondità della letteratura

Quando scaturì la terra e il primo mare fu squarciato, tutta l’acqua lo pianse”. Forse l’acqua ha un suo rimpianto antico come immagina Siri Ranva Hjelm Jacobsen in Lettere tra due mari, uscito quest’anno per Iperborea, casa editrice che dedicandosi al mondo scandinavo non può non occuparsi di mare (si pensi a Björn Larsson e al suo La vera storia del pirata Long John Silver). È certo, in ogni caso, che miliardi di generazioni umane hanno i loro rimpianti e speriamo che cambi prima che i continenti emersi di plastica siano il nuovo truce aspetto dell’homo deus contemporaneo. Uno dei rimpianti ovviamente è la morte per mare che alberga, anche solo nel pericolo, nel vangelo di ogni navigazione, l’Odissea, che come l’Eneide virgiliana ci fa conoscere i lunghi peripli della vita viaggiante per acqua. La versione truce ha generato anche The Terror, serie tv ispirata a La scomparsa dell’Erebus (Mondadori) del maestro statunitense dell’horror fantastico, Dan Simmons.
Tornando alla Jacobsen, la scrittrice danese immagina che Atlantica (180 milioni di anni, burbera e tenera al tempo stesso) scriva a Mediterranea (5 milioni di anni, la sua sorella minore). La letteratura ha sempre amato il mare perché le ha regalato ispirazione senza chiedere in fondo molto. Scrive Cesare Pavese, “mai il mare tradisce la fantasia di Melville” ma si potrebbe estendere ad altri. Si riferiva a Benito Cereno (ripubblicato di recente da Avagliano) ma non poteva non pensare anche a Moby Dick. E perché non estendere a Il vecchio e il mare di Ernest Hemingway o a quel maestro di riti di passaggio legati alla navigazione come Joseph Conrad: una citazione, scontata, per La linea d’ombra (che segnaliamo nella traduzione di Gianni Celati per Einaudi). Scrive ancora Pavese nell’introduzione al romanzo di Melville: “in questo breve e perfetto ‘Benito Cereno’ il mare è assai più che un ambiente: è il volto visibile, infinitamente ricco d’analogie, dell’arcana realtà delle cose”.
Ma il mare è tante altre cose, oltre che tante voci che l’hanno tenuto davanti come una tinozza di colori e registratore di suoni. Penso al meraviglioso Il mare (Elliot) dello storico Jules Michelet, un testo ottocentesco in testa a tutti i libri sul tema, da cui scopriamo che pur attenzionato dall’Agenda 2030 delle Nazioni Unite alla fin fine “il mare può fare tranquillamente a meno dell’uomo” ma non viceversa. Lo dimostra anche il bellissimo Il mare (Guanda) di John Banville, ambientato in una fittizia località lungo le coste irlandesi che pone il mare in una posizione di spettatore delle tragedie umane, quasi alla maniera bergmaniana e non lontano dall’Ulisse joyciano. Tornando ai Mari del Nord, Morten A. Strøksnes ne Il libro del mare o come andare a pesca di uno squalo gigante con un piccolo gommone sul vasto mare (ancora Iperborea), parlando de Il battello ebro, spiega come il mare liberò la poesia di Rimbaud in un annullamento in cui vive “la forza spaventosa e liberatrice” della grande distesa d’acqua.
Qualsiasi rassegna sarebbe mancante e infatti il mare si presta a studi settoriali, come dimostra il saggio Il mare d’amore. Eros, tempeste e naufragi nella Grecia Antica (Laterza) di Giorgio Ieranò. Qualsiasi elenco risulterebbe fallace. Come non nominare Stevenson e Kafka (quello di America)? La Morante, l’Ortese e il cupo destino dei Malavoglia di Verga? E che fai con la grande poesia d’acqua marina (Montale e Sbarbaro)? Non citi Valery o Saba e la sua Trieste? La linea fantastico-avventurosa di Verne e Salgari e quella acquarellata di Pratt o Alvaro Mutis? Alla fine, giustificato, ti trovi a dire che “non leggi i contemporanei” e non per vezzo ma per ammessa sconfitta ai punti con il magistero dei Grandi, che ancora ci tiene fermo alle “basi”.

da vedere

Seaspiracy
di Ali Tabrizi
(2021)

A plastic ocean
di Craig Leeson
(2016)

Mission blu
di Robert Nixon e Fisher Stevens
(2014)

Chasing coral
di Jeff Orlowski
(2017)

Cast away
di Robert Zemeckis
(2000)

Vita di Pi
di Ang Lee
(2012)

Heart of the sea – Le origini di Moby Dick
di Ron Howard
(2015)

Ponyo sulla scogliera
di Hayao Miyazaki
(2008)

Il vecchio e il mare
di John Sturges e Fred Zinnemann
(1958)

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Roberto Carvellihttp://www.carvelli.it
Sono nato a Roma nel 1968. Ho scritto "Perdersi a Roma. Guida insolita e sentimentale" (Iacobelli). "Letti" (Voland). "Le Persone" (Kolibris). Ho fondato e coordino www.perdersiaroma.it

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