Il momento della transizione

Ursula von der Leyen ha un pacchetto di proposte ancora vaghe per il Green deal europeo

Immagine della bandiera dell'UE

Nelle prossime settimane sarà più chiaro se la nuova Commissione avrà finalmente la volontà e la forza di avviare una profonda inversione di rotta delle attuali politiche comunitarie per vincere la triplice crisi climatica, economica e sociale che rischia di compromettere il futuro dell’Europa. Il programma politico di Ursula von der Leyen, prossimo presidente dell’esecutivo, sembra andare in questa direzione. Ma i contorni ancora vaghi della sua “Agenda per l’Europa” e l’esile maggioranza parlamentare che l’ha eletta, con i voti cruciali dei sovranisti polacchi e ungheresi, lasciano aperti molti dubbi sulla reale direzione di marcia di Bruxelles.
Ursula von der Leyen, nella presentazione all’Europarlamento della sua agenda, si è impegnata ad adottare, entro i primi cento giorni del suo mandato, un “Green deal europeo” con al centro l’obiettivo di raggiungere le zero emissioni nette entro il 2050. A tal fine ha proposto di mettere in campo un piano per la decarbonizzazione, supportato da un nuovo fondo per la “Giusta transizione” e una carbon tax alle frontiere per prevenire la rilocalizzazione delle emissioni e la possibile concorrenza sleale di imprese extracomunitarie, insieme a investimenti per 1.000 miliardi di euro grazie alla creazione di una Banca europea per il clima. Un pacchetto di proposte volutamente vaghe, in alcuni casi ambigue, come nel caso dell’impegno a raggiungere entro il 2030 una riduzione delle emissioni di almeno il 50%, se possibile del 55% (target comunque inadeguato a rispettare la soglia critica di 1,5 °C), per non dispiacere la componente conservatrice della maggioranza che l’ha eletta.
La strada pertanto è ancora tutta in salita. Molto dipenderà dalla volontà e capacità di Ursula von der Leyen di tradurre in proposte ambiziose e dettagliate il suo “Green deal europeo”. Solo così sarà possibile rafforzare la sua maggioranza parlamentare, allargandola ai verdi e ai molti socialisti che le hanno votato contro per le sue indecisioni. Un primo importante banco di prova sarà l’audizione parlamentare dei nuovi commissari designati prevista a fine mese.