Il lavoro si tinge di verde

DAL MENSILE Dal webmaster all’artigiano, 32 figure professionali puntano alla sostenibilità. A identificarle Marco Gisotti, giornalista e divulgatore ambientale

 

Green jobsTrentadue figure occupazionali da “professionalizzare” in tema di economia circolare, efficienza energetica, sostenibilità. Webmaster, infermieri, cuochi, badanti, sarti: il progetto “Ecco” guiderà la “trasformazione sostenibile” delle loro competenze. Ad analizzarle Marco Gisotti, giornalista ambientale: «Ognuna delle figure professionali esaminate ha abilità specifiche che vanno “curvate” nella direzione della circolarità, sia per rispondere alla crisi ecologica, sia per aprire nuove opportunità di impiego e di impresa».

Marco Gisotti, giornalistaPerché puntare sulle competenze verdi in modo trasversale?
Perché si guarda a una fetta della società e dell’economia che gode meno dei riflettori dei mass media. “Ecco” entra in una zona socioeconomica che non è strutturalmente incardinata nelle trasformazioni della grande industria dei beni o dei servizi ma che, per la sua distribuzione, impatta allo stesso modo nella società. Immaginiamo la grande quantità di persone che si prende cura di anziani e bambini introdurre, nella gestione familiare, grazie a una maggiore professionalizzazione, regole fondamentali su questi temi. O ai cuochi, che grazie a questo progetto acquisiscono una conoscenza più approfondita delle dinamiche di mercato dei prodotti agricoli, della gestione dei rifiuti, dei processi di riutilizzo, della riduzione degli sprechi.

Su che basi sono state scelte le figure professionali?
Stiamo lavorando sui dati del sistema “Excelsior” di Unioncamere. Si tratta del più importante sistema di rilevazione del nostro mercato del lavoro, che dal 2017 ha inserito l’attitudine al risparmio energetico e la sostenibilità ambientale fra le competenze più richieste. Stiamo incrociando i dati con le diverse competenze professionali e le necessità ecologiche che le singole professioni contengono. Infine, attraverso interviste a stakeholder locali, stiamo valutando le azioni necessarie per raggiungere più velocemente la transizione ecologica in questi ambiti.

Uno dei cardini del progetto è l’inclusione sociale. Sviluppare competenze green può anche favorire inclusione?
Sei anni fa moltissimi giovani, quasi dei precursori di Greta, riuniti a Bandung, scrissero un documento indirizzato ai governi di tutto il mondo. Dicevano che l’economia del futuro avrebbe dovuto essere green e solidale o non ci sarebbe stata alcuna economia e alcun futuro. Sviluppare competenze green, dati alla mano, genera imprese più solide e più solidali, oltre a occupazioni migliori e più durevoli. Con un’apertura culturale che aiuta ad essere inclusiva e a superare le barriere di genere.