Il gatto e la volpe divisi dalla quarantena, la favola ai tempi del Coronavirus

Sulle colline di Vico Equense si vive un’amicizia indissolubile, due compagni inseparabili che rimangono vicini anche da lontano

La volpe Lula passa tutte le sere. “Restate in casa, vengo io a trovarvi” sembra dire con i suoi occhi svegli ma timidi. E incontra il suo amico gatto, Kimba, una cucciola di 1 anno trovata nei pressi dello stabilimento del caffè Kimbo di Napoli. Uno sguardo e il contatto attraverso il vetro della finestra che dà sul giardino, con le zampe che si incontrano. Una vera e propria favola moderna ai tempi del Covid19. Sulle colline di Vico Equense, in penisola sorrentina, nel cuore del Parco Regionale dei Monti Lattari, l’incredibile amicizia della volpe nei confronti del gatto e della famiglia Di Martino-Buonocore. Sergio e Laura, da sempre ambientalisti e animalisti, due figli, il gatto, un giardino che confina col bosco e una quotidianità stravolta, come per tutti, nelle ultime settimane.
“Lula è venuta a trovarci la prima volta un anno fa. Da allora, è tornata diverse volte – dice Sergio Di Martino, lavoratore della Kimbo – ma in questi giorni di quarantena torna tutte le sere, immancabile, anche due volte al giorno. Con noi “umani” in questi mesi ha preso sempre più confidenza, ma con cautela, a distanza. Con Kimba invece gioca, sono veri amici. Il gatto è chiuso in casa con noi in questo periodo, ma passa lo stesso a salutarlo. Sappiamo che non bisogna abituare le volpi al contatto con l’uomo, può essere pericoloso per loro, ma ci ha scelto e ormai non ne possiamo fare a meno”.

Tre mesi fa Lula è stata ferita a una zampa, probabilmente da una trappola di bracconieri, purtroppo presenti in zona. È stata curata con molta pazienza, a distanza, con medicinali inseriti nei bocconi di cibo. Ora sta bene.
La volpe è un animale selvatico, da sempre vive a contatto con l’uomo ma mantiene le distanze. Negli ultimi anni si registrano invece sempre più contatti diretti, non solo blitz nei pollai in cerca di cibo. In alcune zone di montagna le volpi si avvicinano ai turisti in cerca di qualcosa da mangiare. E proprio la mancanza di prede in natura potrebbe spingerle ad avvicinarsi alle zone antropizzate in cerca di cibo.
Etologi e animalisti raccomandano di mantenere le volpi a distanza, di non offrire cibo per evitare che possano prendere troppa confidenza e diventare facile prede di cacciatori e malintenzionati.
Ma di fronte a una storia di amicizia così forte, si può fare un’eccezione, con tutte le precauzioni del caso. Perché una favola del genere, ai tempi del Coronavirus, può solo fare bene.

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