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Il dono della ripartenza green

Foto di Stefano CiafaniAl mese di maggio 2020 avevamo iniziato a pensarci un anno fa. Nell’agenda associativa avevamo cerchiato il giorno 20, il nostro quarantesimo compleanno. Diversi festeggiamenti erano in programma, ma a causa dell’emergenza Coronavirus siamo stati costretti a ripensare tutto. Del resto non avremmo mai potuto immaginare cosa sarebbe successo in Italia, e in tutto il mondo. Un nemico invisibile che ha portato alla chiusura di un Paese dopo l’altro, con un impatto sanitario davvero terribile, che nel caso italiano ha travolto tante regioni, a partire dalla Lombardia.

Il mese di maggio è quello della ripartenza: sta iniziando la lunga fase della coesistenza col virus che cambierà le nostre vite, così come le pratiche associative, almeno fino a quando non sarà pronto il vaccino (mai come in questo momento il Paese si è reso conto di quanto siano importanti gli scienziati, con buona pace degli stregoni).
Da settimane abbiamo alzato il livello di guardia. C’è chi vuole cancellare il Green Deal europeo (come proposto da Giorgia Meloni), approvare il quarto condono edilizio (copyright di Matteo Salvini), dare soldi alle aziende che non hanno ancora presentato il certificato antimafia (come da decreto Liquidità), fare del commissario per la ricostruzione del ponte a Genova un modello per le opere in ritardo, spacciare una deregulation per semplificazioni.
Quelle vere, a fronte di controlli efficienti, sono davvero urgenti. Insomma le premesse per fare della ripartenza un “tana libera tutti” ci sono.

Copertina Nuova Ecologia maggio 2020Invece, come evidenziamo in questo numero del nostro mensile, deve essere una ripartenza green e solidale per evitare di ripetere gli stessi errori, se non fare addirittura peggio, del periodo precedente a questa emergenza. I campioni dell’economia verde italiana ci sono e devono diventare il modello da copiare. Il governo italiano dovrebbe promuovere politiche e orientare risorse, a partire dai sussidi alle fossili, per la lotta alla crisi climatica. Sarebbe il più bel dono per la nostra festa. Temiamo che tutto ciò non avverrà per grazia ricevuta ma dovremo conquistarcelo col duro lavoro. Ma questo non ci spaventa, visto che così abbiamo sempre fatto nei 40 anni di vittorie che hanno cambiato la storia del Paese.

Auguri di cuore a tutti noi.

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Stefano Ciafanihttps://www.lanuovaecologia.it
Presidente nazionale di Legambiente

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