martedì 26 Gennaio 2021

“Il compito della politica è affrontare le sfide, non alimentare paure”

primo piano di Katharina Schulze

Con sorrisi, energia e determinazione, nelle elezioni di ottobre Katharina Schulze, 33 anni, ha guidato al successo i Grünen bavaresi. “Infondere coraggio, non  paura” e “Cuore al posto dell’odio”, queste le parole d’ordine in campagna elettorale. «In Europa, non solo in Baviera, la società è attraversata da divisioni alimentate da incitamento all’odio, chiusure e una crescente aggressività – osserva Schulze – Ma il compito della politica è affrontare le sfide, non alimentare paure, perché la maggioranza dei cittadini è interessata al proprio futuro, non ad essere invischiata nell’attuale spirale d’odio. Per questo, mentre gli altri partiti parlavano solo di immigrazione, noi abbiamo privilegiato i temi del coraggio e della costruzione di una solida prospettiva futura, mettendo in primo piano la crisi climatica e la difesa dell’ambiente naturale su cui si fonda la nostra esistenza».

Qual è il vostro modello ideale di Baviera?

Vogliamo una Baviera più ecologica, più giusta e più pro Europa. Più ecologica perchè la Terra l’abbiamo avuta in prestito dai nostri figli e per consegnare alle generazioni future un ambiente in cui possano vivere ci vuole una Baviera al 100% rinnovabile, con un sistema di trasporti e un’agricoltura ambientalmente sostenibili. Il lungo periodo di siccità dell’estate scorsa ha aperto gli occhi ai cittadini: adesso sanno che i cambiamenti climatici sono in atto e colpiscono anche il nostro territorio. Baviera più giusta vuol dire che le donne devono avere le stesse opportunità degli uomini. Mentre con Baviera più pro Europa intendiamo che non vanno alzati muri ai nostri confini ma che si deve cooperare alla costruzione dell’Europa.

In campo economico che cosa proponete?

Tra le nostre priorità c’è lo sviluppo delle infrastrutture digitali per favorire il fiorire delle attività economiche e il loro decentramento. Oggi non tutta la Baviera è coperta dalla telefonia mobile e da internet veloce, per cui imprenditori e professionisti sono spesso costretti a trasferirsi dalle campagne in città, dove possono disporre delle connessioni digitali. Ovviamente sosteniamo l’economia circolare, in primis il modello cradle to cradle (dalla culla alla culla). La Baviera ha raggiunto un’alta percentuale di raccolta differenziata, il problema è che quasi ogni Comune ha un diverso sistema di raccolta, a sua volta collegato a un diverso riciclo post raccolta. A Monaco la maggior parte dei rifiuti viene smaltita nel termovalorizzatore. Per noi, invece, il recupero di materia è prioritario rispetto alla valorizzazione termica, per cui bisogna adottare sistemi di raccolta differenziata più avanzati e più gestibili dai cittadini. E ridurre a monte la produzione dei rifiuti.

Altro vostro focus è la tutela combinata di libertà democratiche e sicurezza.

La polizia bavarese è sotto organico: 4 milioni di ore di straordinario all’anno sono troppe. Per questo siamo favorevoli all’assunzione di più poliziotti e poliziotte, anche per evitare che la gente pensi a difendersi da sola violando il monopolio dello Stato sull’uso della forza. Al contempo però, con la legge che regola i compiti delle forze dell’ordine, la Csu (il partito cristiano-democratico di maggioranza, ndr) ha limitato i diritti democratici dei cittadini. Quindi, “sì” a più polizia, ma “sì” anche alla tutela delle libertà democratiche.

Come valuta lo stato di salute della democrazia tedesca e la crescita di consensi del partito di estrema destra Alternative für Deutschland?

L’avanzata dell’estremismo di destra mi preoccupa moltissimo: bisogna arginare questi movimenti, ma anche investire in prevenzione a livello culturale, per diffondere i valori democratici e antifascisti incidendo sul modo di pensare delle persone. Con la stessa preoccupazione seguo l’ascesa, in molti Paesi europei, di partiti che non condividono appieno i valori democratici e che si muovono in un’ottica populista di destra, razzista e anti europea.

Si riferisce anche al governo italiano Lega-Movimento cinque stelle?

Gli sviluppi in Italia sono inquietanti. Il mio auspicio è che i cittadini europei si rendano conto di quale regalo sia un’Europa unita e democratica, e che si oppongano a chi persegue obiettivi nazionalisti, autoritari e razzisti. I tragici eventi legati al nazifascismo dovrebbero averci insegnato che odio e incitamento alla violenza non possono far parte dell’agire politico.

Una delle questioni che più divide l’Europa è la gestione dell’immigrazione. Che cosa proponete?

Siamo per una politica dell’accoglienza dei richiedenti asilo in fuga da guerre e persecuzioni, nel rispetto del diritto internazionale e della dignità di ogni essere umano. C’è bisogno di un’Europa più forte, che regoli in maniera equa la loro distribuzione nei vari Paesi, a differenza di quanto avviene oggi. Sta poi alla politica garantire ai rifugiati corsi di lingua e la possibilità di lavorare per favorire l’integrazione. Ma l’Europa dovrebbe adoperarsi anche per rimuovere le cause che li spingono a lasciare la loro terra. Per regolare i flussi dei cosiddetti migranti economici, privi dello status di rifugiati, pensiamo occorra una legge sul modello di quella canadese: se conosci un po’ il tedesco e hai determinate competenze professionali puoi fare domanda di ingresso in Germania.

Pur essendo convinti europeisti, cambiereste qualcosa dell’Unione Europea?

L’Europa va resa più democratica, ambientalmente più sostenibile e più equa. Questi obiettivi però possiamo raggiungerli solo se gli Stati membri la smetteranno di cercare a livello di Stato nazionale i rimedi ai propri mali. Sbaglia chi pensa di poter far fronte da solo alle grandi sfide che abbiamo di fronte, dalla crisi climatica al terrorismo internazionale, all’immigrazione, all’impatto dei processi di digitalizzazione. Per questo alle elezioni europee ci impegneremo con passione per un’Europa unita più forte, contro la parola d’ordine “Germany first”.

Silvia Zamboni
Silvia Zamboni. laureata in filosofia. è giornalista esperta in sostenibilità ambientale. transizione energetica low carbon. economia circolare. agricoltura biologica. sharing economy. Collabora con varie testate e Radio 3 Rai www.silviazamboni.it

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