Nel commercio senza barriere solo il clima paga dazio

Uno studio pubblicato da ricercatori giapponesi mostra che le riduzioni tariffarie previste dai paesi del G20 aumenteranno drasticamente le emissioni globali

Clima Paga

Negli ultimi venticinque anni, attraverso accordi stipulati presso l’Organizzazione mondiale del commercio e trattati commerciali bilaterali come CETA, TTIP e molti altri, le tariffe sulle importazioni in tutto il mondo sono diminuite costantemente.

I sostenitori del libero commercio dicono che abolire i dazi ha reso i paesi più ricchi e aiutato a combattere la povertà globale. Ma un recente studio, pubblicato da ricercatori della Kyushu University e dall’Istituto di ricerca per l’umanità e la natura (RIHN) di Kyoto, afferma che tariffe più basse hanno un costo elevato per il clima.

Le future riduzioni tariffarie dei paesi del G20, in questo quadro, potrebbero portare a catastrofici aumenti delle emissioni globali di carbonio. Mentre il mondo lotta per affrontare il cambiamento climatico, i ricercatori sostengono che se i responsabili politici non considerano l’impatto dell’abbattimento dei dazi sulla quantità di carbonio rilasciata nell’atmosfera, protocolli come l’accordo sul clima di Parigi non saranno efficaci quanto si spera.

Spingere la crescita economica tramite il commercio è stato un obiettivo centrale della diplomazia internazionale per decenni. I paesi più potenti del mondo hanno promosso riduzioni di dazi e tariffe, chiedendo in parallelo di aprire le frontiere agli investimenti. Ma l’impatto ambientale di questa crescita è stato pesante. E il trend non è cambiato. Mentre i paesi si impegnano a ridurre le emissioni nazionali attraverso l’accordo di Parigi, allo stesso tempo chiudono trattati commerciali ben più vincolanti, che causeranno un forte aumento dei gas serra.

Lo studio però avverte che la quantità di carbonio immessa nell’atmosfera attraverso il consumo dei beni importati dai membri del G20 potrebbe aumentare significativamente se le barriere tariffarie dovessero essere eliminate. A queste misure, infatti, corrisponde spesso un abbassamento dei prezzi delle importazioni che fa salire la domanda. In caso di beni prodotti con bassi standard ambientali questa dinamica è deleteria, poiché incentiva le imprese che operano scaricando sugli ecosistemi forti esternalità negative.

I ricercatori hanno calcolato che un taglio dell’1% alle tariffe sulle importazioni di gas naturale nei paesi del G20 comporterebbe un aumento di 3.000 tonnellate di anidride carbonica immesse nell’atmosfera ogni anno.

In uno scenario in cui questi paesi dovessero rimuovere del tutto le barriere tariffarie – non soltanto sul gas – lo studio indica che l’impatto sul clima sarebbe schiacciante. Secondo gli esperti, per far funzionare le strategie climatiche i negoziati sugli accordi commerciali non possono essere dissociati dal dibattito sulla riduzione delle emissioni di carbonio dei singoli paesi.