Il cielo di dicembre

Incontriamo ζ (zeta) Aurigae ben visibile nel cielo della campagna. Un binocolo agevolerà la sua osservazione

immagine di AurigaA  dicembre alle 22:00, ad Est Orsa Maggiore, Cancro e Gemelli, spunta il Leone. Alle 4 del mattino sorge Marte nella Vergine, alle 5 Giove nella Bilancia. Toro e Orione alti al meridiano, mentre iniziano a innalzarsi Monoceros e Cane Maggiore. A Ovest, Cefeo, Balena, Pesci, Pegaso e Andromeda che scompare all’orizzonte . Allo zenit, Ariete, Perseo, Cassiopea e Auriga (http://divulgazione.uai.it).  

Auriga è Erittonio, re di Atene, colui che costruì per primo un carro trainato da 4 cavalli, a imitazione del carro del Sole. Zeus impressionato, in onore,  lo pose tra le stelle. Abbiamo già incontrato il sistema quadruplo di Capella, 4 soli migliaia di volte più luminosi del nostro Sole, il sistema triplo di Menkalinan, l’inconsueta Epsilon Aurigae, la grande gigante rosso-arancio, iota Aurigae (Al Kab) e  Mahasim, stella doppia, un gemello del nostro Sole in orbita a 30 miliardi di chilometri intorno ad una stella massiccia 5 volte più grande a 170 anni luce dalla Terra. Oggi incontriamo ζ (zeta) Aurigae, di magnitudine maggiore della quarta e quindi ben visibile nel cielo della campagna. Un binocolo agevolerà la sua osservazione, permettendone anche di distinguere il colore aranciato. Zeta Aurigae è una stella ad eclisse molto particolare: una fredda supergigante rossa, 150 volte più grande del Sole, 6 volte più massiccia e 5000 volte più luminosa, e un caldo sole azzurro 5 volte più grande del Sole e 1000 volte più brillante in orbita fortemente ellittica. Occultandosi a vicenda lungo il percorso orbitale, ogni 972 giorni mostra un calo repentino di luminosità di 3 decimi di magnitudine. Sistema di due stelle nate 80 milioni di anni fa, ma già la principale si sta avviando alla fine della sua vita verso lo stato di nana bianca. 780 anni luce dalla Terra.

Oggetto del mese

Dicembre è un ottimo mese per l’osservazione delle stelle cadenti. A metà mese è ancora attivo il principale sciame, quello delle Geminidi, che sembrerà irradiarsi a nord-ovest di Castore. Intenso quanto le “lacrime di S. Lorenzo” di agosto. Altri sciami minori, tutte nell’emisfero orientale, le Leo Minoridi, le Lincidi, le Ursidi (osservare nelle aree intorno alla Polare) e le theta Geminidi ci terranno a naso in su nelle prime ore della notte nel periodo tra il 19 dicembre e il 25 dicembre (http://divulgazione.uai.it/index.php/Cielo_di_Dicembre_2017 ).

 

Unione Astrofili Italiani, www.uai.it