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Il caso della lupa di Potenza, Legambiente Basilicata: “Non si gestisce così la fauna protetta”

Il regionale dell’associazione ambientalista denuncia che nulla è stato fatto per scongiurare accoppiamenti dell’animale con cani domestici, da evitare per la tutela della specie: “Perchè il ministero dell’Ambiente non è intervenuto dopo la nostra denuncia?”

Continua a far discutere il video che ritrae a Potenza una lupa in accoppiamento con un cane , postato sul sito facebook dell’associazione Fuorisentiero e diffusosi rapidamente in rete. Una vicenda incresciosa su cui interviente, attraverso un comunicato stampa, Legambiente Basilicata che parla di “approssimazione di Regione Basilicata e Comune di Potenza” ma anche della “sostanziale assenza del ministero dell’Ambiente”, fattori che “hanno mortificato l’esigenza di una gestione corretta di un esemplare di specie protetta come il Canis lupus italicus di enorme importanza dal punto di vista conservazionistico”.

“Ricordiamo che lo scorso dicembre la lupa, che si aggirava già da diversi mesi nell’area urbana di Potenza, è stata catturata, in seguito ad ordinanza comunale, da tecnici del Dipartimento Ambiente della Regione Basilicata e posta in captivazione presso un canile municipale – spiega il regionale dell’associazione ambientalista – Come Legambiente sottolineò in quell’occasione, tali provvedimenti erano tutti impropri e non autorizzati, poiché l’ordinanza sindacale del Comune di Potenza non può essere considerato uno strumento di gestione faunistica e anzi costituisce un grave precedente in materia; la cattura da parte della Regione Basilicata, sebbene effettuata in area urbana, non era autorizzata, come prevede la legge, dal Ministero dell’Ambiente e non ha seguito i protocolli predisposti da Ispra; infine, la captivazione, sebbene temporanea, in un canile anziché in una struttura idonea dal punto di vista veterinario per una specie protetta, è stata una decisione quantomeno inopportuna. In seguito l’animale, come noto, dopo essere stato correttamente dotato di radiocollare per monitorare gli spostamenti, è stato liberato in ambiente naturale nel Bosco della Grancia a pochi chilometri dal capoluogo, ma solo dopo il rifiuto da parte del Parco dell’Appennino Lucano a ‘ospitare’ il lupo. Con una certa enfasi, comunque, la Regione Basilicata ha annunciato pubblicamente quello che avrebbe dovuto essere l’atto conclusivo della vicenda, se non fosse che meno di una settimana dopo, negli ultimi giorni del 2020, la lupa, come inequivocabilmente segnalato dal radiocollare, è ritornata a Potenza”.

Perchè il ministero dell’Ambiente non è adeguatamente intervenuto dopo la nostra denuncia e richiesta di intervento per ricondurre il monitoraggio e gli interventi per la gestione dell’animale nell’alveo della legalità e fuori dall’approssimazione messa in atto dal Comune e dalla Regione? – Legambiente Basilicata

E qui inizia la seconda parte di questa vicenda. “Constatato che l’animale preferisce frequentare ambienti urbani anziché quelli naturali – prosegue Legambiente Basilicata – negli ultimi tre mesi non è stato fatto nulla di ciò che era necessario fare. La lupa ha continuato, come prevedibile, ad aggirarsi in alcune zone della città notoriamente ‘ricche’ di rifiuti abbandonati in cui cercare cibo, ma soprattutto nulla è stato fatto per scongiurare le ibridazioni con cani domestici, assolutamente da evitare ai fini della tutela della specie, ma che puntualmente si sono verificate. Pertanto ora ci chiediamo perchè il ministero dell’Ambiente non sia adeguatamente intervenuto dopo la nostra denuncia e richiesta di intervento per ricondurre il monitoraggio e gli interventi per la gestione dell’animale nell’alveo della legalità e fuori dall’approssimazione messa in atto dal Comune e dalla Regione. E ci interroghiamo anche se e come il ministero abbia vigilato affinché la Regione operasse secondo la legge. Tutte domande che richiamano una evidente incapacità di gestire la situazione a tutti i livelli”.

“Adesso non c’è altro da fare che ristabilire subito le regole del protocollo. Il ministero dell’Ambiente deve attivare Ispra che deve intervenire a coordinare le operazioni. Così come fu fatto in un analogo caso a Otranto la scorsa estate dove, in tempi rapidi, Ispra mandò tecnici specializzati del Parco della Majella per la cattura e il trasporto presso un centro specializzato in Abruzzo”, conclude Legambiente Basilicata.

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Redazionehttps://www.lanuovaecologia.it
Nata nel 1979. è la voce storica dell'informazione ambientale in Italia. Vedi qui la voce sulla Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/La_Nuova_Ecologia

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