martedì 15 Giugno 2021

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Ipcc: “Il cambiamento climatico aumenterà fame e migrazioni”

L'immagine di un'area colpita da siccità

È stato presentato oggi il rapporto “Cambiamento climatico e territorio” dell’Ipcc, il Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico delle Nazioni Unite. Dal dossier emerge che a pagare le conseguenze del riscaldamento globale sono soprattutto le popolazioni più povere di Africa e Asia, colpite da guerre e migrazioni. Ma non solo. 

“Il report Ipcc diffuso oggi a Ginevra – dichiara Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente – conferma come oggi la più grande e urgente sfida che l’uomo deve affrontare, con soluzioni e azioni concrete ed immediate, è la crisi climatica. Una sfida che a nostro avviso deve essere sostenuta anche in una chiave di cooperazione internazionale, mettendo al centro il Mediterraneo e l’Africa in un progetto comune oltre gli interessi dei singoli Stati e delle imprese”.

“Combattere i cambiamenti climatici significa anche affrontare alla base il fenomeno dei migranti ambientali, destinato ad aumentare nel prossimo futuro. In questa partita – aggiunge Ciafani – è fondamentale un impegno internazionale andando anche oltre gli impegni presi con gli Accordi di Parigi. Da un lato l’Italia deve avere il coraggio di rendere più ambizioso ed efficace il piano nazionale energia e clima se vuole contribuire ad aggredire veramente l’emergenza climatica, e pensare ad un pacchetto dettagliato di misure per abbandonare il carbone per la produzione elettrica entro il 2025, puntando con forza su rinnovabili, efficienza energetica e sistemi di accumulo, anziché continuare a puntare sul gas, e per eliminare i sussidi alle fonti fossili che ammontano ormai a quasi 19 miliardi di euro”.

“Al Governo chiediamo di dirottare questi miliardi per rilanciare l’efficienza energetica, le rinnovabili, l’innovazione industriale, la mobilità sostenibile ma anche la sanità, la scuola e la manutenzione del territorio per ridurre il rischio idrogeologico – conclude Ciafani -. È fondamentale che anche l’Europa voglia scommettere davvero su un green new deal per costruire l’economia del vecchio continente decarbonizzata e circolare, rinnovabile e libera dalle fonti fossili. Siamo convinti infatti che in Europa vi sono tutte le condizioni per raggiungere zero emissioni nette entro il 2040 attraverso una Strategia climatica di lungo termine”.

Redazionehttps://www.lanuovaecologia.it
Nata nel 1979. è la voce storica dell'informazione ambientale in Italia. Vedi qui la voce sulla Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/La_Nuova_Ecologia

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