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I piccoli Comuni sono “laboratori di futuro”

Piccoli comuni

Inventarsi un nuovo modo contemporaneo di vivere l’appennino, i borghi italiani e le aree interne del paese, messe da parte dalla modernità che ha spazzato via insieme a una cultura agropastorale, mestieri e saperi alla base anche della salvaguardia di territori fragile, di ecosistemi ricchi che nutrono le città a valle. Stimoli che oggi trovano nuove interpretazioni e nuovi protagonisti, un mondo rurale fatto di innovatori e nuove sfide.

La banda ultralarga, le energie rinnovabili ed efficienza energetica, le comunità collaborative e creative, l’innovazione digitale dei servizi e il ripensamento dei servizi essenziali sulla domanda: oggi è possibile portare un cambio di passo nella vita quotidiana degli oltre 10 milioni di persone che vivono nei 5.585 piccoli comuni, valorizzandone anche le economie locali basate sulla qualità dell’offerta culturale, turistica ed enogastronomica. Una nuova stagione di opportunità per i territori dovrebbe aprirsi con la recente approvazione della legge 158 nel 2017 proposta da Ermete Realacci, e finalmente approvata dopo 16 anni di battaglie portate avanti da Legambiente, sulle misure di sostegno e valorizzazione dei piccoli comuni per la riqualificazione e il recupero dei centri storici.

Domani un convegno a Roma dal titolo “Laboratori di futuro”, che si terrà in Anci sarà occasione di approfondimento e confronto sulle modalità di attuazione della norma e sulle direzioni innovative su cui dovrebbe essere indirizzato il Piano Nazionale per la riqualificazione dei piccoli comuni. Per questo verranno presentati casi e storie di innovazione del territorio che se diffusi potrebbero davvero permettere di mettere a valore questo pezzo di pregio del Paese, aumentare la qualità della vita delle sue comunità e diminuire le disuguaglianze con il resto del Paese.

C’è un’Italia che cambia, un’Italia fatta di migliaia di cittadini, cooperative, associazioni ed enti locali che nei comuni con meno di 5.000 abitanti non soltanto resistono allo spopolamento e all’invecchiamento della popolazione, ma che producono valore sociale e ambientale mettendo al centro la partecipazione dei cittadini, nuove forme di lavoro e di welfare, l’impegno per la salvaguardia del territorio, l’economia circolare, l’innovazione tecnologica e sociale. Per raccontare queste pratiche e metterle in connessione affinché diventino ispirazione di nuove politiche, Legambiente, Italia che cambia e Nuova ecologia promuovono la campagna “Scatti futuro. Piccoli comuni che innovano”, realizzando e promuovendo una mappatura collettiva, un mosaico di storie che hanno come protagonisti donne e uomini impegnati a costruire un futuro di benessere e sostenibilità nei piccoli comuni italiani. La campagna darà vita a racconto collettivo e “multilinguaggio”, chiamando a raccolta giornalisti, blogger, fotografi, videomaker, mediattivisti e semplici cittadini, con l’obiettivo di costruire un nuovo immaginario delle cosiddette aree interne come luoghi in grado di rappresentare un modello di società economicamente ed ecologicamente efficace, meno disuguale e più democratico.

Domani il convegno sarà anche l’inizio di questo nuovo viaggio in un Italia inedita popolata anche di giovani, nuova impresa, creativi e un rapporto nuovo e rivisitato con la natura e il paesaggio che reinterpreta un modo di vivere contemporaneo in Appennino.

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