sabato 27 Novembre 2021

Acquista

Login

Registrati

Array

Dagli Usa all’Italia, su Trump
le reazioni delle associazioni

foto

Un brusco risveglio per gli ambientalisti di America. «I nostri cuori vanno oggi ai milioni di persone che hanno votato contro l’intolleranza e l’odio e ora devono accettare che l’uomo che li ha ridicolizzati e minacciati per mesi è il Presidente eletto degli Stati Uniti. In questa elezione la paura sembra aver prevalso ma il coraggio, la speranza e la perseveranza vinceranno». Con queste parole ha commentato la vittoria di Donald Trump Annie Leonard, il direttore esecutivo di Greenpeace Usa.

Negli Stati Uniti le parole d’ordine per gli ambientalisti sono sbigottimento e paura del futuro. A pesare le dichiarazioni in campagna elettorale del neopresidente eletto, che ha raccontato nell’editoriale il nostro direttore Enrico Fontana. Prese di posizione contro gli impegni assunti da Obama sulle riduzioni di gas serra, contro gli incentivi alle rinnovabili e i vincoli per lo sfruttamento del gas e del petrolio . Se non bastasse Trump ha annunciato anche la fine della moratoria per le estrazioni di carbone e ha minacciato la chiusura dell’Epa, l’Agenzia federale per la protezione dell’ambiente.

E se una parte d’America piange, dall’altra anche il mondo dell’associazionismo ambientalista italiano non si sente tanto bene. Netto il giudizio di Rossella Muroni, presidente di Legambiente, che rivendica e rilancia la centralità del ruolo dell’Europa. «L’elezione presidenziale di quest’oggi negli Usa deve spingere l’Europa ad un ruolo da leader internazionale nella lotta ai cambiamenti climatici e nella promozione della green economy. Dobbiamo rispondere con un rinnovato impegno e focalizzando ancora di più la leadership europea. L’ascesa di Trump è stata facilitata dalla crisi economica. La green economy significa anche nuovi posti di lavoro puliti e di qualità. Puntare su quest’economia è l’unica via a questo punto, forti del fatto che alcuni grandi mercati, come quello cinese che ha puntato molto sulle rinnovabili, hanno già fatto una scelta verso un nuovo modo di concepire l’economia. È vero Trump può congelare tutto, avviare una fase di stasi e di inattività su questi fronti ma la Storia che va verso un’economia sostenibile e verde non si può fermare». Anche per Slow Food è il momento di rimboccarsi le maniche, anche se l’analisi del voto è molto amara. «Un po’ mi aspettavo che vincesse Donald Trump: ha vinto le primarie in modo abbastanza trionfale – commenta Nino Pascale, presidente di Slow Food – Ma speravo che a ridosso del voto fosse percepito come “un salto nel buio” e che si risvegliassero le coscienze. Siamo molto preoccupati da quello che ha dichiarato fino ad oggi, se farà ciò che ha promesso in tema di ambiente, di sicurezza e di sanità ci sono dei buoni motivi per stare in allarme. E i prossimi anni saranno decisivi per le sorti del pianeta». Il risultato elettorale, secondo Pascale, racconta di una società che ha mutato pelle. «Questa vittoria è la dimostrazione di quanto sia caduta in basso la società, di come siamo messi male con la cultura. Per questo penso che si debba tornare a lavorare con le scuole, con i giovani, diversamente si fa fatica a portare avanti una rivoluzione culturale. Una cultura di un popolo non cambia certo con un mandato elettorale. E questa rivoluzione culturale può essere condotta con l’associazionismo perché la politica non ce la fa più».
Più cauto nell’interpretazione del risultato il presidente di Italia Nostra, Marco Parini. «L’elezione di Trump è proprio un’incognita per il futuro. Tutto quello che costituirà un regresso rispetto a quello che ha fatto Obama in tema di cambiamenti climatici non può che vederci contrari, in disaccordo e preoccupati. Però quello che osservo è che questo personaggio si muove con una certa autonomia rispetto ai partiti e che gli americani hanno votato l’antipolitica. Quindi diventa molto difficile capire come si muoverà questa persona. Certo è che il livello di attenzione sui temi dell’ambiente nel partito democratico non è mai stato lo stesso di quello repubblicano. Però c’è da dire che il partito repubblicano ha cercato in ogni modo di bloccarlo, perché forse non rispondeva ai loro criteri. È ancora troppo presto per dare un giudizio».
Fulvio Mamone, presidente della Lipu, pur colpito negativamente dall’elezione, mette in guardia sull’etichetta di “cattivo” data così facilmente a Trump: «Trump è il presidente democraticamente eletto degli Stati Uniti d’America ed è giusto aver rispetto di chi, per le più varie ragioni, lo ha votato. Al tempo stesso, non possiamo far finta che lo scenario che si apre è quello di un’America che, sul fronte ambientale, dopo le importanti posizioni di Obama, si disimpegni completamente e anzi attivi una reazione, ad esempio sul fronte del clima e della conservazione della natura. Ma c’è un altro aspetto che deve farci riflettere: è troppo comodo prendersela ora con il “cattivo” Trump, quando molti altri, apparentemente meno cattivi, in realtà trattano l’ambiente con pari sufficienza e disinteresse, solo camuffati. Comportarsi così significa favorire i danni alla natura ed anche aprire la strada ai Trump di turno, più o meno cattivi e spettinati». Per la presidente del Wwf, Donatella Bianchi «passate le elezioni presidenziali negli Stati Uniti d’America i problemi globali restano tutti sul tavolo».
«Abbiamo spesso sentito Trump parlare di sicurezza per il suo paese – continua Bianchi- bene non può esserci nessuna sicurezza senza un’ambiziosa azione per combattere il cambiamento climatico che rappresenta la priorità da affrontare nella nostra era. L’elezione di Trump alla Presidenza  degli Stati Uniti d’America è un segnale forte e chiaro  che va colto e considerato  per affrontare le strategie e le sfide del futuro. Probabilmente bisognerà lavorare ancora più duramente per superare le divisioni e costruire alleanze per realizzare quel cambiamento di cui tutti abbiamo bisogno. Anche i più scettici rispetto all’urgenza di accelerare la transizione verso le energie rinnovabili devono essere convinti perché gli investimenti su larga scala per la conservazione e le energie rinnovabili, i passi in avanti fatti nel campo della sostenibilità sono uno stimolo formidabile per l’innovazione, per la creazione di migliaia di posti di lavoro ben remunerati e la riduzione delle emissioni che alimentano i cambiamenti climatici».

 

Elisabetta Galgani
Elisabetta Galgani è una giornalista professionista, da anni si occupa di ambiente, cultura e questioni di genere. Dal 2003 è redattrice alla rivista e al quotidiano online de La Nuova Ecologia. Ha collaborato tra gli altri con Left-Avvenimenti e Paese sera e come autrice a Raitre e Raisat ragazzi. Presidente dell’associazione culturale Marmorata169, si occupa di comunicazione culturale e, per passione, di cinema.

Articoli correlati

Premio Luisa Minazzi Ambientalista dell’anno 2021

A Casale Monferrato dal 27 novembre al 4 dicembre il consueto appuntamento con il festival delle realtà virtuose. C'è ancora tempo fino al 28 novembre per votare sul sito www.premioluisaminazzi.it

Economia circolare, 200 cittadini attivi in tutta Italia per il progetto “New Life”

Sostenuto da Crédit Agricole Italia e Legambiente, è volto alla riqualificazione urbana ma comprende anche tutorial con consigli per stili di vita sostenibili, dalla cucina degli scarti alla cosmesi naturale

FORUM QUALENERGIA SICILIA

Dalle 9.30 Forum Qualenergia Sicilia in diretta da Palermo. Un’occasione per confrontarsi con il mondo delle rinnovabili, per collaborare nella costruzione di un quadro normativo e di strumenti e azioni finalizzate a supportare il capitale tecnologico e umano necessario allo sviluppo sostenibile dell’isola.

Seguici sui nostri Social

16,989FansLike
21,231FollowersFollow
0SubscribersSubscribe

Gli ultimi articoli

Economia circolare, 200 cittadini attivi in tutta Italia per il progetto “New Life”

Sostenuto da Crédit Agricole Italia e Legambiente, è volto alla riqualificazione urbana ma comprende anche tutorial con consigli per stili di vita sostenibili, dalla cucina degli scarti alla cosmesi naturale

FORUM QUALENERGIA SICILIA

Dalle 9.30 Forum Qualenergia Sicilia in diretta da Palermo. Un’occasione per confrontarsi con il mondo delle rinnovabili, per collaborare nella costruzione di un quadro normativo e di strumenti e azioni finalizzate a supportare il capitale tecnologico e umano necessario allo sviluppo sostenibile dell’isola.

FORUM ECONOMIA CIRCOLARE TOSCANA

Dalle 9,00 la sesta edizione dell'Ecoforum Toscana. L'esperienza virtuosa di Prato circular city che ha come obiettivo l'accelerazione nella transizione ecologica della città. Innovazione e sostenibilità nella mission dei gestori, in attesa del nuovo Prb. Il racconto dai distretti (cartario, tessile, lapideo, vitivinicolo), le politiche per la riduzione degli sprechi, la gestione dei rifiuti urbani e l’analisi dei flussi sugli speciali

Mediateca delle Terre, un archivio per la cultura contadina

Crocevia inaugura a Roma l’Archivio e Mediateca delle Terre: oltre mezzo secolo di storia contadina in duemila filmati, fotografie, diapositive, libri e riviste da tutto il mondo

Agroecologia, la pastora Assunta Valente premiata ambasciatrice del territorio da Legambiente

Il riconoscimento in occasione del III Forum nazionale dell'Agroecologia Circolare di Legambiente. L'imprenditrice, che svolge la sua attività sulla montagna del frusinate al confine con il Parco d’Abruzzo Lazio e Molise, da tempo è vittima di atti intimidatori. L'appello della documentarista Anna Kauber: "Non lasciamola sola"
Ridimensiona font
Contrasto