Grande Barriera corallina, il caldo provoca un ampio evento di sbiancamento

Dopo quella del 2017, è già in atto un’altra ondata di sbiancamento dei coralli nella barriera australiana. Gli scienziati avvertono: “Il cambiamento climatico le rende sempre più frequenti”. / Metà della grande barriera corallina uccisa dal riscaldamento globale / Oceani da salvare

Barriera Corallina e il drone sottomarino

La Grande Barriera Corallina, nell’Australia nord-orientale, sta vivendo il più ampio evento di sbiancamento dei coralli di sempre. Gli scienziati avvisano che le temperature da record e il continuo riscaldamento degli oceani sono ormai una minaccia continua alla biodiversità della barriera e alla stabilità di tutto l’ecosistema marino.

Come si legge nell’articolo di Denise Chow su NBCnews, lo sbiancamento dei coralli si verifica come risposta a condizioni anomale, per esempio quando le temperature dell’oceano sono più fredde o più calde del solito, oppure quando l’acqua dell’oceano è più acida del normale. Questi fattori di stress ambientale fanno sì che i coralli espellano le piccole alghe fotosintetiche che vivono nei loro tessuti, rendendo di un bianco spettrale tutti quegli invertebrati marini così riccamente colorati. Il processo di sbiancamento non uccide necessariamente tutti i coralli, ma le barriere diventano sempre più deboli e suscettibili alle malattie.

“Ci sono stati cinque eventi di sbiancamento nella Grande Barriera”, afferma Terry Hughes, direttore del Centro di eccellenza per gli studi sulla barriera corallina dell’Australian Research Council. Il primo è avvenuto nel 1998, seguito da un altro nel 2002. C’è stato poi un gap di 14 anni prima del successivo, nel 2016, e poi subito un altro caso l’anno seguente. Lo sbiancamento dei coralli è indotto dal calore, e può verificarsi periodicamente. Ma gli scienziati sono molto preoccupati dalla maggiore frequenza di questi eventi, determinata dal riscaldamento globale, e così i coralli non hanno abbastanza tempo per riprendersi e ricrescere.

Dopo l’ultimo grande sbiancamento del 2017, nessuno se ne aspettava un altro così presto, già nel 2020.  “Il divario tra un evento e l’altro si sta riducendo, non solo per la Grande Barriera Corallina, ma per le scogliere di tutti i tropici”, ha detto Hughes. Le prime osservazioni satellitari suggeriscono che lo sbiancamento ora in atto è di minore intensità rispetto a quelli del 2016 e del 2017, ma di contro molto più esteso. 

Nell’evento del 2016, è andato perso il 27% dei coralli della Grande Barriera Corallina, e l’anno successivo il 22%. In soli due anni è morta quasi la metà degli affascinanti coralli della barriera.

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