martedì 11 Maggio 2021

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Grabtree, il bosco della memoria

Lago e bosco Sacro

Un cimitero per far risorgere un’area degradata. Non un camposanto tradizionale fatto di tombe, loculi ed edilizia funeraria, bensì una foresta della memoria, un parco urbano con piante e alberi che ricordano chi non c’è più e rendono vitale uno spazio dove passeggiare, pedalare, coltivare orti urbani e frutteti, mangiare o prendere un caffè, leggere, chiacchierare, fare sport o far giocare i bambini. E’ il progetto GRABtree ideato da Legambiente, A3Paesaggio e GRAB+, la rete di cittadini a associazioni che ha disegnato e conquistato il finanziamento MIT/MIBACT per la realizzazione della ciclovia Grande Raccordo Anulare delle Bici di Roma. “GRABtree è un progetto dal forte valore sociale, ambientale, paesaggistico ed è anche un acceleratore di processi culturali già in atto in altri Paesi dove i tradizionali luoghi della memoria sono sempre più green e vitali – sottolinea Alberto Fiorillo, responsabile aree urbane di Legambiente e ideatore del progetto GRAB – GRABtree è uno straordinario upgrade del GRAB, il nostro progetto del Grande Raccordo Anulare delle Bici della Capitale, ed è un modo per cominciare a cambiare profondamente Roma, per restituire spazio pubblico ai cittadini e dare una nuova identità e nuove funzioni, sostenibili, ad aree marginali e degradate. Speriamo di poter ragionare presto di GRABtree col Comune di Roma e coi cittadini delle aree interessate dal progetto”.

GRABtree si estende per 60 ettari dove è prevista la piantagione di 3.590 alberi che garantiscono una ricca biodiversità, hanno un alto valore ornamentale e svolgono un apprezzabile ruolo ambientale catturando ad esempio smog e gas serra, riducendo il rumore, mitigando la temperatura estiva. Il parco – costeggiato dal tracciato del GRAB – ospita un lago e un ninfeo, orti urbani, vigneti e un giardino dei frutti dimenticati, un teatro e uno skatepark, una caffetteria e due velostazioni. E ancora 7 colline, 7 boschi sacri di piante commemorative.

Il ninfeo

L’area di intervento è l’enorme rettangolo incastrato tra il tronchetto di penetrazione urbana dell’autostrada A24 e la ferrovia Roma-Napoli e Roma-Sulmona con le stazioni Prenestina e Serenissima (che delimitano i due lati lunghi) nonché dal cimitero monumentale del Verano e Casal Bertone e da via Grotta di Gregna (la coppia di fianchi stretti). E’ una porzione di città densamente abitata e gravata da numerosi problemi ambientali (smog, rumore e discariche abusive soprattutto), ma a dispetto dell’immagine dismessa che mostra oggi, particolarmente ricca e suggestiva. In questo territorio, infatti, esito degli scavi Tav realizzati a partire dal 1997, sono venute alla luce 2.200 tombe della più imponente necropoli di età imperiale nota al mondo che potrebbe così diventare fruibile (dopo il ritrovamento è stata rinterrata in attesa di tempi migliori) e costituire il cuore archeologico di GRABtree insieme ad altri resti monumentali ritrovati nelle vicinanze: un tratto in basolato di 160 metri dell’antica via Collatina in perfetto stato di conservazione e una estesa fullonica, sorta di grande lavanderia dell’epoca.

La dove c’era l’antica necropoli, quindi, potrebbe sorgere il sepolcreto del nuovo millennio. Questa connessione passato-futuro è indubbiamente uno degli elementi che ha stimolato il progetto di Legambiente, A3Paesaggio e GRAB+. Ma oltre al mantenimento di una linea di continuità con la vocazione storica del territorio, ci sono altre ragioni che spingono a intervenire proprio in questi luoghi. Intanto c’è un’altra linea di continuità. GRABtree, infatti, è legato a filo doppio con il GRAB, anzi è un prezioso upgrade del Grande Raccordo delle Bici che attraversa questo territorio e che tra i suoi obiettivi ha proprio quello di suggerire e facilitare azioni di rigenerazione urbana lungo il suo percorso. Opportunità offerta dall’incontro con I am a tree, idea progettuale di A3Paesaggio che trova nell’area della Serenissima la possibilità di declinare al meglio le sue potenzialità – un parco per commemorare i defunti vivibile per coloro che restano – ma che naturalmente può essere una soluzione replicabile anche in altre città italiane.

Tornando al rettangolo tra autostrada e binari va detto che è uno spazio di scarto di due grandi infrastrutture di trasporto in quartieri densamente abitati e con scarsissimo verde di qualità. E’ uno spazio che ha certamente bisogno di essere recuperato dall’abbandono e dalla marginalità, ma c’è anche l’obbligo di pensare a un luogo che una volta rigenerato, grazie a nuove e peculiari funzioni, sia in grado di offrire quegli elementi capaci di assicurare nel tempo non solo accessibilità e fruibilità per i cittadini, ma anche risorse per la cura e la manutenzione del parco. Un ulteriore motivo che rende ineludibile l’intervento – se non il bosco della memoria, quantomeno la riqualificazione di questo territorio – è che si tratta di un parco che doveva essere già nato da almeno un decennio. Nel 2004 Comune di Roma e TAV avevano trovato un accordo: per risarcire gli abitanti dei quartieri del disagio e dell’impatto socio-ambientale prodotto dai cantieri per l’alta velocità il Campidoglio avrebbe ricevuto 62 milioni di euro da destinare a opere di compensazione. Un elenco di 82 interventi da mettere in cantiere tra cui spicca proprio il Parco Archeologico Serenissima. All’epoca, enfaticamente, s’era detto che sarebbe diventato il Central Park della Capitale, forse per la forma rettangolare dell’area incastrata in un territorio fortemente edificato. Ma da allora a oggi è successo poco o nulla.

Tuttavia i fondi per realizzare il parco sono ancora lì, a disposizione del Comune di Roma. Più di 6,3 milioni di euro (6.336.400 per la precisione) che RFI-Rete Ferroviaria Italiana (subentrata a Tav) potrebbe rendere disponibili qualora il parco diventasse finalmente concreto. Inoltre Legambiente ha già incontrato la disponibilità di alcune imprese a regalare alla città di Roma le alberature, la loro messa a dimora e anche la manutenzione del bosco. “E’ un onore poter prendere parte, insieme a Legambiente e GRAB+, a questo importante programma di rigenerazione della nostra città, una sfida verso una nuova visione del sistema urbano che ridisegna il concetto di mobilità e apre un nuovo fronte sul modo di vivere e fruire degli spazi esterni – afferma Consuelo Fabriani, architetto paesaggista e titolare dello studio A3Paesaggio che ha ideato il progetto I AM A TREE – I AM A TREE è un progetto di forestazione urbana che chiama in gioco lo spazio dedicato al culto dei morti immaginando, in un futuro non troppo lontano, che ognuno di noi possa andare a trovare chi ci ha lasciato, in un parco invece che in un cimitero.  E’ un progetto per ogni grande città dove la carenza di spazio, la qualità dell’aria, la salute dei cittadini, insieme al diffondersi della cremazione, impongo di ripensare ai luoghi della tradizione attraverso un nuovo linguaggio architettonico e paesaggistico: a Roma siamo riusciti a unire il GRAB, che si candida a essere la più bella ciclovia al mondo, a un’area di 60 ettari dove convivono orti urbani, frutteti e vigneti insieme ad un parco archeologico e a sette “boschi sacri”.

Redazionehttps://www.lanuovaecologia.it
Nata nel 1979. è la voce storica dell'informazione ambientale in Italia. Vedi qui la voce sulla Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/La_Nuova_Ecologia

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