mercoledì 19 Gennaio 2022

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GRABees, con il miele un’altra Roma da scoprire

Il Grande Raccordo Anulare delle Api, costituito nel 2017, sostiene l’apicultura urbana nella Capitale, valorizzando alcune aree della città che altrimenti sarebbero destinate all’abbandono

Oltre la Roma da cartolina c’è un’altra città eterna da scoprire, e da gustare. È una Roma che sa di miele, annidata lungo un percorso di arnie che hanno messo radici in alcuni dei luoghi più suggestivi della Capitale: dall’area archeologica più importante del mondo – quella che comprende il Colosseo, il Foro Romano e il Palatino, la Domus Aurea – al Parco regionale dell’Appia Antica – presso il tempio del Dio Redicolo, tomba romana detta anche di Annia Regilla. E, ancora, tra le Mura Aureliane e nei pressi dell’Acquedotto Antoniniano nella Valle della Caffarella. Con nuovi insediamenti che sorgeranno presto anche nel quartiere popolare di Testaccio.

L’iniziativa è del GRABees, il Grande Raccordo Anulare delle Api, costituito nel 2017 per sostenere l’apicultura urbana a Roma e per centrare, sul medio periodo, tre importanti obiettivi: proteggere e stimolare lo sviluppo del verde cittadino; richiamare l’attenzione della cittadinanza, delle istituzioni, degli operatori pubblici e dei privati su risorse straordinarie del territorio romano; valorizzare alcune aree della città, alcune delle quale abbandonate colpevolmente all’incuria.

Ma non solo. Le iniziative portate avanti dal GRABees rappresentano anche delle occasioni concrete per fare monitoraggio ambientale. Le analisi periodiche del miele prelevato dagli apiari contribuiscono, infatti, alla costruzione di una rete di monitoraggio ambientale, il che in questi primi anni di attività ha permesso di mettere in risalto l’incredibile biodiversità vegetale della città eterna. E consentito, in alcuni casi, di censire delle specie vegetali che non rientrano nell’albo del Comune di Roma.  «Quello prodotto sul Palatino è un miele millefiori con essenze di mirto e trifoglio – spiega Annabella d’Elia, referente del progetto – e le arnie sono state collocate in un contesto particolarmente suggestivo, proprio sotto le capanne romulee, tra la cave di tufo e un paesaggio rigoglioso di piante e fiori». Il miele prodotto nell’Appia Antica è invece un millefiori con prevalenza di eucalipto, rovo, rosacee e ligustro, mentre quello lungo le Mura è di melata.

Scoprire per conoscere, ma anche informare e formare. È quanto GRABees sta facendo nelle scuole, ma anche rivolgendosi alle categorie disagiate e ai non addetti ai lavori. Altra mission che il GRABees si pone è quella della riqualificazione di alcune aree, com’è è avvenuto lungo le Mura Aureliane, dove l’aver portato arnie ha messo in sicurezza zone altrimenti destinate al degrado. È in quest’ottica che va letto il successo dell’iniziativa “Adotta un’arnia”. Con l’adozione di un’arnia, o di parte di essa, è possibile ricevere il miele prodotto dalle api del GRABees, visitare uno dei suoi apiari ed essere costantemente aggiornati sullo stato della famiglia adottata. Un progetto che nel tempo ha interessato oltre che moltissime persone anche le istituzioni, registrando nel 2021 il coinvolgimento di Arsial, l’Agenzia per lo sviluppo e l’innovazione dell’Agricoltura del Lazio, e il patrocinio di Roma Capitale.

Per informazioni scrivere a grabeesroma@gmail.com e visitare il sito www.grabees.it

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