Glifosato, un tribunale di San Francisco ha stabilito che il RoundUp è tra le cause di un caso di tumore

Si tratta del linfoma non Hodgkin. Era già successo lo scorso agosto,  con l’ex giardiniere Dewayne Johnson. Negli Stati Uniti ci sono più di 11mila altre denunce relative all’uso dell’erbicida ICONA recensioniIl rischio di linfoma è del 40% più alto ICONA recensioniGlifosato: la sentenza dell’Ue è una vittoria della trasparenza

La Francia Abbassa L'asticella Sul Glifosato

Aggiornato Il 19 marzo alle 11:26

un tribunale di San Francisco, negli Usa, ha stabilito che l’erbicida Roundup, uno dei più usati al mondo, è tra i fattori che hanno causato un linfoma non Hodgkin (un tipo di tumore) a un uomo californiano, Edwin Hardeman. Non è la prima volta che un tribunale di San Francisco stabilisce che l’uso dell’erbicida sia legato a un linfoma non Hodgkin: era già successo lo scorso agosto, nel caso dell’ex giardiniere Dewayne Johnson. Negli Stati Uniti ci sono più di 11mila altre denunce relative all’uso del Roundup. Hardeman ha 70 anni e ha usato regolarmente il Roundup dal 1980 al 2012.

Questo risultato processuale segue ciò ch,e a febbraio scorso, ha verificato un team di ricerca statunitense in una nuova analisi sul potenziale cancerogeno degli erbicidi a base di questa sostanza, cioè di alcuni tra i prodotti fitosanitari più utilizzati al mondo. Il team ha individuato “un legame convincente” tra l’esposizione agli erbicidi a base di glifosato e l’aumento del rischio di linfoma non-Hodgkin. I risultati hanno così smentisto la garanzia offerta dall’Agenzia di protezione ambientale statunitense (EPA), ma anche dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA), entrambe schierate a difesa del glifosato.

Roundup è stato il primo erbicida a base di glifosato a essere commercializzato ed è tuttora il più usato nel mondo: il suo uso è approvato in 130 paesi su più di cento colture diverse. Fino al 2001 Monsanto ne deteneva il brevetto di produzione, ma da quando è scaduta l’esclusiva la sostanza è stata utilizzata da numerose altre aziende, facendola diventare la più ricorrente negli erbicidi venduti in Europa. Monsanto ha sempre sostenuto che usare Roundup sia sicuro e non causi tumori. Nel 2015 l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) inserì il glifosato nella lista delle sostanze “probabilmente cancerogene”. La decisione seguì uno studio dell’Agenzia Internazionale per la ricerca contro il cancro (IARC) secondo cui è probabile che il glifosato sia cancerogeno, nonostante non sia provato. Nel 2017 l’Agenzia europea delle sostanze chimiche (ECHA) aveva deciso di non classificare il glifosato come sostanza cancerogena perché riteneva che non ci fossero abbastanza prove per sostenerlo.

Ora il tribunale dovrà decidere quali siano le responsabilità di Bayer, la multinazionale chimica e farmaceutica tedesca che a giugno ha comprato Monsanto, l’azienda produttrice del Roundup. Monsanto prima e Bayer dopo hanno sempre negato che il glifosato, la sostanza chimica alla base del Roundup abbia effetti cancerogeni; a partire dall’udienza di oggi gli avvocati di Hardeman presenteranno delle prove secondo cui Bayer avrebbe influenzato scienziati, politici e consumatori sulla sicurezza dei suoi prodotti nonostante rischi a essi legati. Dopo la diffusione della sentenza il valore del titolo di Bayer è sceso quasi del 12 per cento alla borsa di Francoforte.

Pubblicato il 20 marzo alle 11:12