Glifosato, la vertenza è globale

Oltre alla sentenza storica che ha dato ragione a un giardiniere statunitense contro la Monsanto, il glifosato è sotto attacco in tutto il mondo. Ecco le principali aree delle controversie.

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Glifosato

Il glifosato è l’erbicida più utilizzato al mondo, oggetto di aspre polemiche e classificato dall’Organizzazione mondiale della sanità come “probabilmente” cancerogeno. Dopo la sentenza storica di un tribunale di San Francisco, che ha multato la Monsanto per aver negato le informazioni sul prodotto ad un giardiniere oggi malato di tumore, ecco una panoramica delle vertenze che coinvolgono il glifosato in diverse nazioni.

 

STATI UNITI

La Corte di San Francisco ha ordinato a Monsanto di pagare 239 milioni di dollari di danni a Dewayne Johnson, un giardiniere californiano cui è stato diagnosticato linfoma non Hodgkin – un cancro che colpisce i globuli bianchi – nel 2014. Secondo il giudice, la malattia è causa dell’utilizzo prolungato del Roundup (diserbante della Monsanto a base di glifosato).

 

EUROPA

Due anni dopo un acceso dibattito, gli Stati membri dell’UE hanno deciso, alla fine del 2017, di rinnovare la licenza per il glifosato per altri cinque anni. L’organo esecutivo dell’UE, la Commissione europea, si fida delle due agenzie europee deputate alla valutazione del principio attivo, l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) e l’Agenzia europea per le sostanze chimiche (ECHA), che non classificano la sostanza come cancerogena. Ma l’indipendenza dell’EFSA è stata messa in discussione dopo che una inchiesta di Le Monde ha rivelato come circa 100 pagine del suo rapporto assolutorio sono state copiate e incollate da analisi della stessa Monsanto.

 

GERMANIA

Oggi, 13 agosto, un portavoce del Ministero dell’Ambiente ha dichiarato che il governo intende vietare l’uso di diserbanti a base di glifosato entro la legislatura corrente, cioè durante i prossimi tre anni.

 

FRANCIA

A maggio, il governo francese ha promesso che il glifosato sarebbe stato bandito “per i suoi principali usi” entro il 2021 e “per tutti i suoi usi” entro cinque anni.

 

ARGENTINA

Terzo produttore mondiale di soia dopo gli Stati Uniti e il Brasile, l’Argentina utilizza grandi quantità di glifosato. In alcune zone della Pampa, gli abitanti si scontrano quasi quotidianamente con gli agricoltori, che ritengono  il prodotto indispensabile. Mancando una legislazione nazionale, i sindaci di alcune città hanno adottato misure che ne limitano l’uso.

 

BRASILE

All’inizio di agosto, un giudice federale di Brasilia ha stabilito che non potevano essere messi sul mercato nuovi prodotti contenenti glifosato. Anche le normative vigenti sono state sospese, in attesa di una rivalutazione governativa dei dati tossicologici. Il governo brasiliano prevede di ricorrere in appello prima del prossimo raccolto.

Essendo il primo produttore agricolo dell’America Latina, il Brasile utilizza ampiamente erbicidi a base di glifosato, in particolare nelle piantagioni di soia.

 

SALVADOR

Il Parlamento ha votato a settembre 2013 per togliere dal mercato 53 prodotti agrochimici, compresi diserbanti e pesticidi. La decisione è stata parzialmente annullata dall’ex presidente Mauricio Funes, che ha salvato 11 dei 53 prodotti sulla base dell’ampio utilizzo che ne viene fatto e della mancanza di un divieto internazionale.

 

SRI LANKA

Il governo dello Sri Lanka ha vietato l’importazione di glifosato nell’ottobre 2015 in seguito a una campagna guidata da un monaco buddista. Le organizzazioni agricole criticano il governo per non aver condotto altre ricerche scientifiche, sostenendo che il divieto costa il 10% dei 300 milioni di chili di tè prodotti ogni anno. A luglio, il governo ha revocato il divieto di importazione ma ha limitato l’uso del glifosato sulle piantagioni di tè e di gomma.

 

Pubblicato il 13 agosto 2018 alle 15,29

Aggiornato il 13 agosto 2018 alle 16,54