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Giugno 2018

Sedie mobili per l’ingresso in acqua in autonomia, passerelle che facilitano la mobilità alle persone in carrozzina, mappe tattili per non vedenti, aree giochi per bambini con difficoltà sensoriali e cognitive. Sono alcune delle attrezzature e delle soluzioni descritte nella storia di copertina di Nuova Ecologia di giugno dal titolo “Tutti al mare”, un viaggio nell’Italia delle spiagge davvero accessibili alle persone disabili. Stabilimenti dove oltre alla fruibilità, ottenuta con il semplice rispetto delle norme, è l’inclusività che rende normale la giornata del disabile. Senza togliere ai gestori l’opportunità di fare legittimo profitto. Anzi, gli stabilimenti che scelgono di mettere al centro l’accessibilità fanno il pienone tutta l’estate, perché attrezzare una struttura alle necessità di tutti è un’occasione per migliorare qualità e competitività dell’azienda. E chiunque può farlo seguendo un vademecum per rendere fruibile a tutti la propria spiaggia. I numeri parlano chiaro: lo stabilimento Valentino beach club di Catanzaro Lido, gestito dalla cooperativa sociale Zarapoti, già a maggio aveva il 70% di sdraie e ombrelloni prenotati fino a settembre. E quelli che hanno seguito i consigli di “Village for all V4”, il marchio di qualità internazionale dell’ospitalità accessibile, promosso da Roberto Vitali, registrano incrementi di fatturato del 20%. A “video-mappare” gli stabilimenti davvero accessibili è la Fondazione Serono (www.fondazioneserono.org) che tra Toscana, Lazio e Calabria ne ha censiti 17. Ancora troppo pochi, di fronte a 4 milioni di persone con disabilità e a un potenziale, compresi familiari e accompagnatori, di 10 milioni di clienti. Il mare in Italia, però, è spesso inaccessibile anche a chi non è disabile: su molti chilometri delle nostre coste farsi un bagno è un’utopia per via dei troppi varchi al mare negati, depuratori che inquinano, come dimostrano le recenti sanzioni dell’Unione europea (per 800 centri urbani privi di sistemi di depurazione adeguati), e delle scelte sbagliate che portano all’erosione. Su tutti il caso di Ostia, dove per ben sei chilometri del suo litorale ci sono ristoranti, resort con piscine, discoteche e locali che creano un vero e proprio “muro” che impedisce la vista del mare.

Nel numero di giugno il mensile di Legambiente presenta le famiglie che hanno deciso di fare causa all’Unione Europea, colpevole di non fare abbastanza per proteggere i cittadini dai cambiamenti climatici. Contestano, sostenute dal Climate action network, i provvedimenti dell’Ue che fissano l’obiettivo di riduzione delle emissioni al 40% dai livelli del 1990 per il 2030. Un target troppo basso, come già dimostrano le loro storie, fatte di vite e professioni a rischio in Italia, Germania, Portogallo, Kenya e Romania.

Tra le inchieste, quella sulla carne in provetta, ribattezzata clean meat e “allevata” in bioreattori partendo da cellule staminali. Crescono gli investimenti nella ricerca, puntando a un mercato che potrebbe valere mille miliardi di dollari l’anno, soprattutto negli Stati Uniti, insieme ai dubbi sulla qualità del prodotto finale. I fautori del nuovo “tecno-cibo” sottolineano soprattutto i vantaggi ambientali, per la riduzione delle emissioni di anidride carbonica equivalente da parte degli allevamenti, stimate in oltre 9 miliardi di tonnellate), quelli per il benessere animale, con la progressiva scomparsa degli allevamenti intensivi, e la possibilità di rispondere ai fabbisogni alimentai di una popolazione mondiale che cresce. I nuovi Burger 2.0 fatti in provetta potrebbero arrivare sul mercato della ristorazione nei prossimi 3-4 anni.

Il pacifismo in Italia è in crisi? O è addirittura morto come ha sostenuto Gino Strada dopo l’assenza di reazioni significative alla rappresaglia di Usa, Francia e Gran Bretagna contro il regime di Bashar al-Assad in Siria? Per rispondere a queste domande Nuova Ecologia ospita un confronto tra sei protagonisti del movimento per la pace in Italia, tra cui Flavio Lotti, coordinatore della Tavola della Pace, Riccardo Noury, portavoce di Amnesty Italia, Giulio Marcon, fondatore della campagna Sbilanciamoci.

Tra gli altri contenuti di questo numero della rivista di Legambiente, alcuni scatti del fotografo italiano Luca Locatelli, tra i vincitori del World press photo, in cui irrompe la categoria ambiente.

Redazionehttps://www.lanuovaecologia.it
Nata nel 1979. è la voce storica dell'informazione ambientale in Italia. Vedi qui la voce sulla Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/La_Nuova_Ecologia

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