Giù le mani dalle spiagge libere, flash mob a Terracina

Lo organizzano oggi, alle 18, Legambiente Terracina insieme a Legambiente Lazio e al Coordinamento Nazionale Mare Libero. In emergenza Covid-19 servono attenzion e trasparenza sull’uso dei fondi regionali per la gestione di questo bene pubblico / Mare, app e qr code per accedere alle spiagge in sicurezza / Spiagge libere e Covid-19: quali misure per l’estate?

spiagge libere Lazio

Legambiente Terracina insieme a Legambiente Lazio e al Coordinamento Nazionale Mare Libero, chiedono una corretta pianificazione e valorizzazione delle spiagge libere di Terracina. Spazi da considerarsi a tutti gli effetti come un bene pubblico, sulla cui gestione attraverso i fondi regionali dedicati è necessaria la massima attenzione e trasparenza.

Dopo il web blitz “Giù le mani dalle spiagge libere” dei circoli costieri laziali del 16 maggio scorso, oggi alle 18 a Terracina, nella spiaggia libera davanti all’ex Pro-Infantia su Viale Circe, si tiene un flash mob autorizzato secondo le disposizioni per il contrasto alla diffusione del Covid-19.

Il tratto di demanio costiero libero da concessioni è il più delicato fra i beni comuni e una risorsa straordinaria per il nostro Paese sia dal punto di vista ambientale, che da quello sociale e, come tale, ne va garantito l’accesso e il rispettoso utilizzo tanto più in un periodo, come quello attuale, in cui bisognerà soddisfare il bisogno di svago in un contesto di grave crisi economica.

Nei giorni in cui si stanno strutturando le ordinanze di balneazione 2020 nei 24 comuni della costa laziale, Legambiente con una lettera indirizzata a ogni sindaco ha chiesto che non un metro di spiaggia libera venga sacrificato per ampliare gli spazi negli stabilimenti, con le motivazioni del distanziamento sociale – neanche temporaneamente- e che le spiagge libere dovranno essere facilmente individuabili e realmente accessibili, anche e soprattutto dai cittadini e dai turisti che non possono permettersi di affittare una postazione, sicuramente cara, in uno stabilimento balneare.

È auspicabile poi che le risorse pubbliche recentemente stanziate con una recente delibera di Giunta dalla Regione Lazio (6 milioni di euro) per i Comuni costieri del Lazio, e in particolare quelle assegnate al Comune di Terracina (230.503 euro), per consentire di sostenere gli oneri per organizzare il flusso sui lungomare e la fruizione delle spiagge libere e per garantire il rispetto del distanziamento sociale, la presenza di servizi igienici e di pulizia, la regolamentazione degli accessi, la sicurezza in mare e il servizio di salvataggio, siano spese nel migliore dei modi per assicurare un servizio pubblico essenziale, efficace e dignitoso per tutti. A Terracina, in particolare, ad oggi non è ancora chiaro quante sono le spiagge libere. “Le spiagge libere non si toccano, è qui che va garantito in primo luogo l’eventuale distanziamento sociale necessario, con il libero accesso al mare e con una fruizione rispettosa dell’ambiente e delle attuali norme sanitarie”, dichiara Roberto Scacchi presidente di Legambiente Lazio. “Per questo abbiamo detto no con il webblitz e lo ribadiamo con il flash mob ‘Giù le mani dalle spiagge libere’ di venerdì 5 giugno a Terracina, a tutti quegli Amministratori che stanno ipotizzando ampliamenti delle concessioni per allargare gli ombrelloni in affitto a discapito del mare libero, o che addirittura permettono una gestione privata delle spiagge libere o peggio prevedono di chiudere gli accessi alle spiagge libere per mancanza di risorse”.

“Pensare di cedere a privati spazi di litorale libero in cambio di sorveglianza e controllo delle regole o, addirittura, ipotizzare la chiusura delle spiagge libere perché non si è in grado di assicurarne una corretta fruizione, sarebbe una resa, una presa d’atto che il pubblico non è in grado di gestire il bene comune. È questo invece paradossalmente il momento perché i Comuni ritrovino quel rapporto di confidenza con il proprio territorio, si riapproprino di luoghi troppo spesso dati per scontati e abbandonati a una fruizione estemporanea e senza regole”, dichiara Sebastiano Venneri, responsabile del Dipartimento Turismo di Legambiente Nazionale.

“Il Coordinamento Nazionale Mare Libero aderisce e sostiene l’iniziativa del Circolo Legambiente Terracina, per ribadire con forza la necessità di tutelare e difendere le Spiagge Libere, specialmente in una stagione balneare delicata e complessa come quella attuale. La condivisione rispetto alle proposte elaborate è totale e assoluta, sposando un approccio che tenga insieme la necessità di garantire la parità nell’accesso all’arenile e la primitiva esigenza che la fruizione delle spiagge avvenga nel massimo rispetto della Natura” spiega Agostino Biondo, segretario del Coordinamento Nazionale Mare Libero.

“Alcuni Comuni costieri già hanno fatto presente di non avere sufficienti risorse per controllare il rispetto del distanziamento lungo chilometri di sabbia, altri come il Comune di San Felice addirittura emettono ordinanze che vietano la balneazione nelle spiagge libere, e nel caso di Terracina, si procede ad emettere un avviso pubblico, pubblicato il 21 maggio scorso, che di fatto apre ai privati, i quali, in cambio della possibilità di noleggiare lettini e ombrellini, dovranno preoccuparsi, non solo della normale manutenzione delle spiagge libere o dell’assistenza e del salvataggio, ma anche di far rispettare l’obbligo della prenotazione e del distanziamento sociale – sottolinea Anna Giannetti, presidente del circolo Terracina ‘Pisco Montano’, consigliere nazionale e membro del Direttivo regionale di Legambiente – Ma noi come Legambiente, oltre ad offrire il nostro supporto per una corretta pianificazione e gestione delle spiagge libere, vogliamo chiarezza dalla Amministrazione Comunale sulla effettiva distribuzione e modalita’ di accesso dei tratti di spiaggia libera (una recente dichiarazione dell’Assessore al Demanio citava genericamente ben 40 tratti di spiaggia libera!) e pretendiamo che sia reso pubblico il dettaglio dei tratti di spiaggia libera e la loro distribuzione e tutti i servizi di accesso, affinche’ analogamente alle spiagge in concessione, siano chiaramente individuabili dalla cittadinanza e dai turisti ma soprattutto vogliamo che l’Amministrazione gestisca in proprio i tratti liberi, garantendo gli accessi e i servizi a prezzo calmierato, soprattutto in una fase di crisi economica come è questa. Inoltre vogliamo la rendicontazione dell’utilizzo nel dettaglio, euro per euro, dei fondi regionali distribuiti per la corretta gestione e fruizione delle spiagge libere, che ammontano per Terracina a 230.503 euro o di eventuali ulteriori fondi necessari, e continueremo a vigilare per ottenere una gestione sempre più sostenibile dei litorali, un impatto zero in termini ambientali dell’afflusso turistico, e la costante riqualificazione delle aree ambientalmente degradate. Per questo invitiamo tutta la cittadinanza e i turisti ad aderire al flash mob ‘Giù le mani dalle spiagge libere'”.

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER 

SOSTIENI IL MENSILE