Girovagare per riconnettersi con l’ambiente, l’intervista a Hans Gelter

Hans Gelter è biologo evoluzionista e professore di Turismo esperenziale all’Università di Luleå, in Svezia. In un’intervista ci ha spiegato l’importanza nei Paesi scandinavi della friluftsliv, ovvero “il piacere dell’errare” / Leggi la nostra Storia di copertina Vacanze speciali, l’estate italiana del 2020 dal mensile di luglio-agosto

Im Svezia, a Scuola Con La Naturadi CHIARA CAROVANI

Dal mensile di luglio – agosto – La friluftsliv, che possiamo tradurre con “il piacere dell’errare”, è un concetto che ha le sue radici nella tradizione scandinava di trascorrere del tempo nella natura. Non importa a far cosa o con chi: il punto è lasciare il cemento per stare fra gli alberi e risintonizzare l’orologio biologico. Ne abbiamo parlato con Hans Gelter, biologo evoluzionista e professore di Turismo esperenziale all’Università di Luleå, in Svezia.

Che cos’è la friluftsliv?
È la libertà di girovagare all’aperto per riconnettersi con l’ambiente. In Svezia è abitudine tra le famiglie, le coppie o gli amici di trascorrere il fine settimana fuori città, è il momento per rigenerarsi e dedicare tempo alle relazioni. Nella natura finalmente ci riposiamo. È una tradizione che va a braccetto con la Allemansrätten, “diritto di tutti gli uomini”, una legge che abbiamo nei Paesi scandinavi per garantire a ogni persona il diritto a godere della natura.

Ci sono dei benefici sull’organismo?
Studiando la terapia medica giapponese del Shinrin-yoku è stato dimostrato che camminare nel bosco rinforza le difese immunitarie perché le piante rilasciano delle spore, Phytoncide, che hanno una funzione antibatterica sull’uomo. La natura segue un ritmo frattale, sia nelle forme che nei suoni, e interagendo con il nostro sistema limbico ci reca piacere: i livelli di Cortisolo si abbassano, l’esposizione al sole ci fa produrre serotonina e altri ormoni antistress. All’unisono si ha un rilassamento del sistema nervoso e muscolare. Negli anni ’70, quando si registrò un aumento del lavoro in fabbrica, il governo svedese costruì i nostri tipici chalet rossi in luoghi di montagna e obbligò gli operai a passarci due settimane all’anno per avere cittadini sani e rilassati. Ci andavo in vacanza anch’io perché mio padre lavorava in un’acciaieria.

I benefici sono anche sulle relazioni interpersonali?
Stare in un bosco è il miglior modo per accettare cosa è “altro da noi”. Una volta lasciata la “bolla” sociale in cui viviamo anche le relazioni diventano più genuine. Inoltre impari a coordinarti e ad affidarti agli altri come in una tribù. Pensi quanto è istruttivo per una famiglia.

La frilutsliv è diversa dall’outdoor?
La differenza con le attività outdoor, nelle quali si ha un rapporto competitivo con la natura e le organizzazioni sono strutturate con gerarchie e regole, è sostanziale. La friluftsliv non ha scopi, è solo avere il piacere di aprirsi all’ascolto della natura per riscoprirsi connessi con lei. Poi ci sono attività che nascono lateralmente come pescare, raccogliere funghi, fare il fuoco, ma la ragione principale non ha scopi utilitaristici.

E per quanto riguarda le iniziative di ecoturismo?
Le attività dovrebbero basarsi sul concetto di hjärna (cervello), hjärta (cuore), mennej (mano), cioè insegnare, far sentire e far partecipare così da avere un coinvolgimento completo. L’ecoturismo ha proprio il fine di educare a una visione ecosistemica della vita. Come capita nelle relazioni personali: ti affezioni a una persona, e vuoi preservarla, soltanto quando la percepisci nella sua interezza.

IDENTIKIT Biologo evoluzionista e professore associato di Turismo esperienziale all’Università svedese di Luleå, Hans Gelter conduce ricerche su ecoturismo e metodologie pedagogiche, in particolare sulla cosiddetta Pedagogia del bosco. È fra i fondatori di Guide Natura, un’agenzia ecoturistica a Piteå, nel nord della Svezia.

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