mercoledì 27 Gennaio 2021

Giretto d’Italia 2020, sul podio Pesaro, Piacenza e Reggio Emilia

Pesaro è la maglia rosa della decima edizione del Giretto d’Italia, il campionato nazionale della ciclabilità urbana organizzato da Legambiente con il sostegno di CNH Industrial insieme a Euromobility – Associazione Italiana Mobility Manager e VeloLove, in collaborazione con le amministrazioni comunali aderenti. Conteggiando i numeri assoluti delle bici circolanti e dei nuovi mezzi di mobilità elettrica come i monopattini, a seguire troviamo Piacenza e Reggio Emilia che completano così il podio dei comuni dove più persone usano quotidianamente la bici o i nuovi mezzi di mobilità sostenibile per andare a scuola o al lavoro. Emerge poi, dal sondaggio che Legambiente ha affiancato ai classici monitoraggi del Giretto, un Paese molto cambiato con l’emergenza Covid, dove il bike sharing per andare al lavoro è quasi raddoppiato tra coloro che hanno risposto e in cui lo smart working è divenuto diffusissimo, con oltre il 70% degli intervistati che non lavorava così prima della pandemia.

Il conteggio, a causa del maltempo in alcune città, è avvenuto tra il 17 e il 29 settembre (con un monitoraggio di quattro ore, nella fascia oraria 7-11) tramite appositi check-point allestiti nelle 25 città italiane che hanno aderito all’iniziativa e in particolare nelle immediate vicinanze delle aziende pubbliche e private, delle scuole e delle università. In totale, sono passati dai varchi 53.578 lavoratori o studenti che hanno utilizzato mezzi sostenibili per i loro spostamenti casa-lavoro o casa-scuola: 51.857 i passaggi di biciclette, 1701 passaggi di mezzi di micromobilità elettrica. Da segnalare Ferrara con il maggior numero di check-point installati per i monitoraggi (28) seguita da Trento (23), Novara (20) e Reggio Emilia (12). A PadovaFerraraNovara, la maggioranza dei “passaggi” è tra gli studenti (Università e altre scuole), Padova spicca anche per gli spostamenti ingenti intorno all’Ospedale (1.314).

L’obiettivo del Giretto d’Italia – dichiara Giorgio Zampetti, direttore generale di Legambiente – è, come sempre, di rendere visibile chi si sposta con la bici o con un mezzo di micro mobilità elettrica: dato che normalmente non è misurato nelle indagini statistiche sullo stato della mobilità. Il successo di partecipazione, compresa quella al nuovo sondaggio online, ci dice che molti si muovono in bicicletta e sono pronti a farlo anche con altri mezzi di micro mobilità elettrica. I cittadini sono pronti, ora servono le politiche e gli interventi. Promuovere una modalità di spostamento più sana e più sostenibile e ripensare le città e le strade vuol dire non solo ridurre traffico e smog, ma anche creare le premesse per un concreto miglioramento della qualità della vita urbana”.

L’analisi dei numeri per valori assoluti ci racconta che a Pesaro sono stati conteggiati 7.537 mezzi sostenibili (bici e monopattini o altro), a Piacenza 6.194, a Reggio Emilia 5.481, a Padova 4.833, a Milano 4.536, a Bolzano 4.106, a Ravenna 3692, a Ferrara 2.676, a Novara 2.336, a Fano (PU) 2.254, a Trento 1.921, a Torino 1.600, a Palermo 1.095, a Udine 983, a Bologna 841, a Genova 727, a Misano Adriatico (RN) 514, a Carpi (MO) 511, a Pavia 435, a Jesi (AN) 358, a Napoli 295, a Carmagnola (TO) 212, a Roma 111, a Brescia 95, a Lecce 20.

Il calcolo del numero di mezzi sostenibili circolanti in proporzione ai residenti (sempre tenuto conto delle quattro ore di monitoraggio presso le postazioni allestite) restituisce, invece, una classifica leggermente diversa: se Pesaro resta prima (con 7,9 mezzi sostenibili conteggiati ogni 100 abitanti) e Piacenza seconda (5,9 mezzi ogni 100 abitanti), terza è a sorpresa Misano Adriatico (3,9), poi Bolzano (3,81), Fano (3,7), Reggio Emilia (3,2), Ravenna e Padova (2,3), Novara (2,2).

Considerando il passaggio delle sole biciclette, le cose cambiano leggermente. Pesaro è sempre in testa con 7.120 bici, a seguire: Piacenza 6.124, Reggio Emilia 5.481, Padova 4.654, Milano 4.536, Bolzano 4.092, Ravenna 3.535, Ferrara 2.674, Novara 2.312, Fano (PU) 2.083, Trento 1.781, Torino 1.422, Palermo 1.095, Udine 980, Bologna 801, Genova 615, Misano Adriatico (RN) 509, Carpi (MO) 492, Pavia 435, Jesi (AN) 358, Carmagnola (TO) 211, Napoli 162, Brescia 94, Roma 80, Lecce nv.

Anche quest’anno il Giretto d’Italia ha visto il sostegno e la partecipazione di CNH Industrial, leader globale nel settore dei capital goods che progetta, produce e commercializza macchine per l’agricoltura e movimento terra, camion, veicoli commerciali, autobus e veicoli speciali. Gli stabilimenti CNH-i che hanno partecipato all’iniziativa sono stati: Torino (178 passaggi), Bolzano (149), Suzzara (MN) (105), Brescia (95), Modena (62), Pregnana Milanese (MI) (28), Jesi (AN) (23), Lecce (20), San Matteo (TO) (18), Piacenza (15) e San Mauro (TO) (2), per un totale di 695 passaggi di lavoratori che hanno scelto di recarsi al lavoro in modo sostenibile. “Quest’anno – ha dichiarato Daniela Ropolo, Head of Sustainable Development Initiatives di CNH Industrial – la nostra partecipazione al Giretto d’Italia ci ha visti in prima linea anche attraverso il ‘lavoro agile’: infatti, i molti colleghi che hanno lavorato da casa il 15 e il 17 settembre hanno contribuito a sottolineare la sostenibilità ambientale di questa iniziativa aziendale. Ancora prima che la pandemia diffondesse questa modalità di lavoro nel mondo dell’impiego, noi, come CNH Industrial, avevamo dato a tutti i nostri impiegati in Italia con mansioni compatibili la possibilità di lavorare da casa un giorno alla settimana: quasi 5 mila persone nel 2019, diventate oggi oltre 7 mila. Una dimostrazione della nostra sensibilità nei confronti dell’ambiente, nonché del corretto bilanciamento tra vita lavorativa e personale dei nostri dipendenti”.

Partendo dal presupposto che ogni lavoratore in smart working è uno spostamento evitato e quindi una potenziale riduzione di emissioni inquinanti nelle città e guardando al post emergenza Covid-19, Legambiente ha inserito quest’anno tra i monitoraggi del Giretto d’Italia anche un check point virtuale per chi lavora in smart working. Interessanti i risultati, a cominciare dall’alto numero di partecipanti al sondaggio: 1.174 cittadini lavoratori in tutta Italia. Di cui: quasi il 60% donne (57%), il 41% di età compresa tra i 50 e 60 anni, il 54% dei rispondenti erano impiegati, quasi il 90% (87,8%) al momento del sondaggio era in modalità lavorativa smart working e di questi il 71% non lo era prima dell’emergenza Covid-19, oltre la metà (51%) utilizzava l’auto per recarsi al lavoro pre-emergenza e solo il 6,3% lo faceva con il bike sharing, mentre oggi questa percentuale è salita all’11% principalmente a danno del trasporto pubblico locale (che scende dal 33% pre-Covid all’11,9%).

Il Giretto, che come di consueto si è svolto nell’ambito della Settimana Europea della Mobilità, ha un valore simbolico, sia per il poco tempo della rilevazione sia perché la diversità delle città in gara in termini di urbanistica, densità abitativa e dinamiche di traffico rende complesse le valutazioni. Legambiente ringrazia tutti i volontari delle varie associazioni che hanno garantito il corretto funzionamento dei check-point.

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Redazionehttps://www.lanuovaecologia.it
Nata nel 1979. è la voce storica dell'informazione ambientale in Italia. Vedi qui la voce sulla Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/La_Nuova_Ecologia

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