Giovani ambientalisti e protagonisti a Cinemambiente

Nel più importante festival italiano ed europeo di cinema green sono loro ad avere avuto la scena

Controcorrente

Anche se ad aver vinto le due sezioni principali di Cinemambiente, il più importante festival italiano ed europeo di cinema green, sono stati The Burning Field dello statunitense Justin Weinrich sulla più grande discarica di rifiuti elettronici al mondo e, per i documentari italiani, Il sorriso del gatto di Mario Brenta e Karine De Villers italiani, il filo conduttore della 22° edizione è stato sicuramente quello della “green generation”.
A sancirlo non sono solo il riconoscimento attribuito al documentario Messaggi dalla fine del mondo di Matteo Born per la sezione “One Hour”, un’opera on the road che, attraverso una inconsueta alleanza tra generazioni, vede anziani e giovani in un comune percorso di sensibilizzazione e tutela ambientale o la menzione speciale assegnata a Controcorrente di Claudia Carotenuto e Daniele Giustozzi. Opera questa, direttamente realizzata da due giovani che, camera in spalla, hanno attraversato la nostra penisola per fotografare le criticità legate alla risorsa idrica. Ciò che colpisce è il numero e la qualità delle opere selezionate sull’attivismo giovanile. Come, infatti, non segnalare, tra gli altri, anche Youth Unstoppable del canadese Slater Jewell-Kemker e The revolution generation di Rebecca e Josh Tickell. Del resto sempre di onda verde si era occupato il festival torinese anche nella scorsa edizione che, aveva raccontato e premiato, con il documentario Aktivisti, la storia di Riikka Karppinen, giovane quindicenne lappone impegnata nella salvaguardia della sua piccola cittadina.l