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Giornata mondiale dell’habitat, città più verdi e resilienti alla crisi climatica

Si celebra il 4 ottobre il World habitat day. Agglomerati sostenibili, a impatto zero, inclusivi e ricchi di alberi sono la chiave per sconfiggere il climate change

Si celebra oggi 4 ottobre la Giornata mondiale dell’habitat (World habitat day) istituita nel 1985 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite con la Risoluzione 40/202. Come ogni primo lunedì di ottobre questa Giornata è l’occasione per riflettere sullo stato delle nostre città e dei nostri paesi e sul diritto fondamentale di tutti a un riparo adeguato. Il tema scelto quest’anno, “Accelerare l’azione urbana per un mondo senza emissioni di carbonio”, ci ricorda che le città sono responsabili di circa il 70% delle emissioni globali di anidride carbonica, a causa delle emissioni di gas serra prodotte dai trasporti, dagli edifici, dalla gestione dei rifiuti e da tutte le altre funzioni e attività “urbane”.

Città sostenibili, a impatto zero e inclusive, sarà la chiave per sconfiggere il climate change. E sarà la sfida per i governi locali che sono fortemente invitati a sviluppare Piani d’azione per città a zero emissioni di carbonio, e che il prossimo vertice della Cop26 sui cambiamenti climatici a Glasgow assumerà come base per raggiungere gli obiettivi climatici a scala globale. Le città saranno, dunque, uno dei teatri principali su cui sperimentare misure di mitigazione e strategie di adattamento degli effetti del cambiamento climatico con l’obiettivo di realizzare politiche attive per renderle più resilienti, migliorare il benessere urbano e ridurre gli effetti dei cambiamenti climatici.

Una delle attività su cui puntare per raggiungere questi obiettivi è la messa a dimora di nuove alberature per creare spazi verdi urbani ben gestiti, poiché il verde urbano – inteso come l’insieme delle componenti biologiche che concorrono a determinare l’impronta funzionale e paesaggistica di un centro abitato in equilibrio ecologico col territorio – rappresenta un sistema complesso formato di superfici e strutture vegetali eterogenee in grado di configurarsi come una risorsa multifunzionale per la città e per i suoi abitanti. Piantare alberi è una delle strategie più semplici e meno costose, ma anche molto trascurata, per migliorare gli ambienti e la salubrità nelle città del mondo dove, a causa dell’inquinamento atmosferico, muoiono ogni anno 3-4 milioni di persone. Importanti studi scientifici hanno dimostrato che gli alberi sono una soluzione ideale per vincere la sfida del climate change e migliorare la qualità della vita dei cittadini che vivono nelle aree urbane. Anche per questo la Strategia dell’Ue sulla biodiversità propone di piantare 3 miliardi di alberi entro il 2030 e il Piano nazionale di ripresa e resilienza prevede una imponente opera di forestazione urbana.

Le città italiane sono in forte ritardo con i piani di messa a dimora di alberi, e anche nei pochi casi virtuosi la cura del verde e la creazione di polmoni verdi urbani non risponde quasi mai ai principi della gestione forestale sostenibile, tant’è che le aree verdi in aree costruite rappresentano solamente il 7,8% (170.215 ettari), di cui il 92% è ricoperto da alberi e il restante 8% da prati.

Partire dalla cura del verde urbano per ridurre le emissioni e migliorare la qualità delle nostre città è un’azione pubblica ancora troppo spesso sottovalutata ma di grande efficacia, perché 1 ettaro di foresta può sequestrare fino a circa 5 tonnellate di CO2 all’anno, con un costo inferiore a 100 dollari per tonnellata, e comporta benefici per la purificazione dell’aria, l’attenuamento dell’inquinamento acustico e la rimozione di contaminanti originati dai processi antropici. La vegetazione in città funge da climatizzatore naturale stemperando quelli che sono gli eccessi termici che caratterizzano l’ambiente urbano e riducendo l’effetto “isola di calore”, dovuto alla superficie di cemento che riflette i raggi del sole, e la temperatura nei mesi estivi anche di 8°C. Se posizionati nelle vicinanze degli edifici, gli alberi possono ridurre la necessità di utilizzo dei condizionatori d’aria permettendo in questo modo di risparmiare dal 20 al 50% di energia.

Perciò è importante che le istituzioni, ma anche i soggetti privati e i cittadini attivi, favoriscano la messa a dimora di alberi nelle aree urbane, attuando azioni concrete a sostegno di politiche che valorizzino gli investimenti e le donazioni e, soprattutto, educando le persone sui benefici per la salute pubblica del piantare alberi così come sull’impatto positivo per ridurre gli effetti della crisi climatica.

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Antonio Nicolettihttps://www.lanuovaecologia.it
Responsabile nazionale Aree protette e biodiversità di Legambiente

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