Acqua, un patrimonio da difendere

Il 22 marzo la Giornata mondiale dell’acqua. Con il dossier ‘Nessuno sia lasciato indietro’ le Nazioni Unite rilanciano l’Agenda 2030, il cui obiettivo è permettere a chiunque in qualunque Paese di trarre vantaggio dallo sviluppo socioeconomico e di realizzare appieno i diritti umani ICONA recensioni Il dossier di Legambiente ‘Buone e cattive acque’ ICONA recensioniAcqua sicura, nel mondo manca a 2,1 miliardi di persone ICONA recensioniIstat: Italia prima nell’Ue per i prelievi di acqua a uso potabile ICONA recensioniPapa Francesco, “l’acqua è un bene essenziale ICONA recensioniIl sindaco Sala ai milanesi: “bevete acqua del rubinetto”

ICONA_dossier Il nostro speciale L’ACQUA HA LE GOCCE CONTATE

L'immagine di un ragazzo che si disseta

Si celebra oggi la Giornata Mondiale dell’Acqua. La ricorrenza, istituita dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite nel 1992, è stata celebrata per la prima volta nel 1993. L’obiettivo è richiamare l’opinione pubblica sull’importanza imprescindibile dell’acqua corrente, bene primario per eccellenza, e promuovere una gestione sostenibile delle risorse idriche. Il tema di quest’anno, e che dà il titolo al Rapporto mondiale delle Nazioni Unite sullo sviluppo delle risorse idriche 2019 è, ‘Leaving no one behind’, ovvero ‘Nessuno sia lasciato indietro’.

Secondo il dossier dell’Onu in tutto il mondo il tasso di utilizzo dell’acqua è cresciuto di circa l’1% all’anno a partire dagli anni ’80 a causa della combinazione di diversi fattori: crescita della popolazione, sviluppo socioeconomico e cambiamento dei modelli di consumo. Stando alle ultime previsioni, la domanda globale di acqua continuerà a crescere ad un tasso simile fino al 2050, superando di circa il 20-30% i livelli di utilizzo attuali, principalmente in ragione della crescente domanda a livello industriale e domestico. Più di due miliardi di persone vivono in paesi soggetti a tassi elevati di stress idrico, mentre circa quattro miliardi di persone devono affrontare gravi scarsità idriche per almeno un mese all’anno. I livelli di stress idrico continueranno a crescere con l’incremento della domanda di acqua e con l’intensificarsi degli effetti dei cambiamenti climatici.

Le criticità maggiori riguardano ovviamente l’accesso all’acqua e ai servizi igienico-sanitari in diverse aree del pianeta. Dal Rapporto delle Nazioni Unite emerge che tre persone su dieci non hanno accesso ad acqua potabile sicura. Circa la metà delle persone che consumano acqua proveniente da fonti non protette vive nell’Africa subsahariana. Sei persone su dieci non hanno accesso a servizi igienico-sanitari sicuri e una persona su nove pratica la defecazione all’aperto. Tuttavia queste cifre globali nascondono significative differenze tra regioni, paesi, comunità e addirittura all’interno degli stessi quartieri.Analisi costi-benefici svolte a livello mondiale hanno evidenziato come i servizi idrici e igienico-sanitari (WASH nell’acronimo inglese) garantiscano un rendimento sociale ed economico adeguato rispetto ai relativi costi, con un rapporto benefici-costi globale pari in media a 5,5 per il miglioramento dei servizi igienico-sanitari e a 2,0 per il miglioramento dell’acqua potabile. È probabile che i vantaggi conseguiti a favore dei gruppi vulnerabili grazie ai miglioramenti dei servizi idrici e igienico-sanitari possano modificare gli equilibri delle analisi costi-benefici che tengono conto dei cambiamenti delle condizioni sociali e del livello di dignità percepiti da questi gruppi.

Lo slogan ‘Nessuno sia lasciato indietro’ scelto dall’Onu è al centro stesso dell’impegno dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, il cui obiettivo è permettere a chiunque in qualunque paese di trarre vantaggio dallo sviluppo socioeconomico e di realizzare appieno i diritti umani.