Giornata mondiale della bicicletta, quest’anno all’insegna del futuro green

Un mezzo di trasporto economico, sostenibile e salutare. Quest’anno, dopo la pandemia, molte città del mondo ripartono dalla mobilità sostenibile per garantire il distanziamento sociale e impedire l’aumento del traffico / La Nuova Ecologia di giugno: la buona strada per tenere a distanza traffico e smog / L’editoriale del direttore “Strada a senso unico”Fase 2  a Torino 27 controviali a uso biciclette / Fase 2: nuovo piano mobilità proposto a Milano / Fase 2, il webinar sulla mobilità sostenibile: più sharing e piste ciclabili

Giretto d'Italia 2018_Legambiente

La Giornata mondiale della Bicicletta è stata istituita dalle Nazioni Unite il 12 aprile 2018, per aumentare la consapevolezza dei benefici sociali derivanti dall’uso della bicicletta come mezzo di trasporto e per il tempo libero. 

La bicicletta è un mezzo di trasporto semplice, economico, affidabile, pulito ed ecologicamente sostenibile; può servire come strumento di sviluppo e come attività sportiva intensa o moderata; è un simbolo di sostenibilità e trasmette un messaggio positivo per promuovere il consumo e la produzione sostenibili. Ha un impatto positivo sul clima, sostituendosi ai veicoli inquinanti che introducono gas serra in atmosfera. Inoltre, in un momento storico in cui è sempre più importante che ognuno si prenda la responsabilità delle proprie azioni nell’ambiente in cui vive, la sinergia tra bicicletta e utente favorisce la creatività e l’impegno sociale, oltre che una consapevolezza immediata dell’ambiente locale.

La pandemia ci ha costretti a ripensare una nuova mobilità sostenibile, per rispettare il distanziamento sociale e per far sì  che le strade non siano congestionate dal traffico di automobili. Autobus, tram e metro viaggiano a capienza ridotta, e così tante città del mondo hanno programmato dei piani di mobilità ad hoc per la nuova ripartenza post-Covid, dando nuovi spazi alle piste ciclabili, considerandole valide alternative in grado di garantire il connubio tra diritto di spostamento e diritto alla salute delle persone.

A Roma, la nuova corsia ciclabile sulla carreggiata di Lungotevere ha sorpreso ciclisti e viandanti, mentre la sindaca Virginia Raggi ha anticipato che saranno realizzati 150 chilometri di nuove ciclabili (Corridoio Tuscolano, Corridoio Gregorio VII, Piazza Cina-Torrino-Eur) per favorire la mobilità sostenibile e decongestionare il traffico. Torino affronta con decisione la fase 2 green, adattando 27 controviali  al passaggio delle biciclette. Bologna è pronta ad attuare il programma del Biciplan, approvato nel 2016, che prevede infrastrutture anche nell’area metropolitana (non solo in città) e conta quasi 500 km di itinerari dedicati alla mobilità su due ruote. Molto ampio e dettagliato anche il piano del comune di Milano, annunciato dall’Assessore Marco Granelli, per mettere in strada circa 35 km di nuovi percorsi ciclabili, da aggiungere ai poco più di 200 già esistenti, da completare in un tempo compatibile con l’emergenza. Genova invece ha scelto di iniziare la trasformazione, attesa da tempo, con la prima ciclabile d’emergenza realizzata in Corso Italia, che ha la particolarità di trovarsi tra la corsia veicolare (a sinistra) e alcuni stalli auto (a destra), soluzione adottata anche in altre città europee, come Budapest.

Restando in Europa, Atene da metà giugno bandirà le automobili dal centro storico per tre mesi, rinnovabili per altri tre. Bruxelles dà la precedenza a pedoni e ciclisti, che ora possono occupare piste ciclabili e carreggiate. Verranno anche montate 3.000 nuove rastrelliere, per parcheggiare le bici in totale sicurezza. Nella City di Londra sarà vietato il passaggio delle auto sulle strade più trafficate del centro, per facilitare gli spostamenti a piedi e in bicicletta, soprattutto in vista del ritorno al lavoro di decine di migliaia di pendolari. Ottimo anche il piano di Parigi, decisa a creare nuove piste ciclabili veloci che colleghino il centro città con i comuni limitrofi.

Per quanto riguarda le altre città del mondo, Vancouver, in Canada, merita una menzione di eccellenza con la proposta di riorganizzare almeno l’11% dello spazio stradale della città che dovrà essere destinato a funzioni che privilegino le persone, sottraendo spazio alle auto. Circa 250 km di strade potrebbero essere ripedonalizzate.

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