Giornata mondiale del rifugiato, settanta milioni in fuga

Per ricordare le storie e le persone sono tante le iniziative sparse per l’Italia. Dall’invito alla veglia della Comunità di Sant’Egidio alla campagna “io Accolgo” fino al concerto di Nada a Villa Ada a Roma, promosso dall’Unhcr Una coperta termica per dire no alla chiusura dei porti

rifugiati in fuga

Sono 70 milioni le persone che oggi nel mondo sono costrette a fuggire dai propri Paesi in cerca di condizioni di vita accettabili, il numero più alto mai registrato nella storia moderna. Di queste, oltre 25 milioni sono rifugiati e più della metà minori (dati UNHCR).  “Dietro questi numeri ci sono storie drammatiche, fatte di viaggi lunghissimi e molto pericolosi, – spiega Giulia Capitani di Oxfam Italia – durante i quali subiscono spesso torture e abusi indicibili, come i tanti che arrivano ancora oggi in Libia”. Il 20 giugno si celebra in tutto il mondo la Giornata mondiale del rifugiato, promossa con la Risoluzione 55/76 dall’Assemblea generale delle Nazioni unite per prevenire e risolvere i conflitti e contribuire alla pace e alla sicurezza. Il documento è stato approvato il 4 dicembre 2000 in occasione del 50° anniversario della Convenzione del 1951 relativa allo status dei rifugiati e da allora in tutto il mondo la data è celebrata con eventi di sensibilizzazione di ogni tipo. La Comunità di Sant’Egidio invita tutti a partecipare alla veglia “Morire di Speranza”, organizzata insieme ad altre associazioni impegnate nell’accoglienza e nell’integrazione nella basilica di Santa Maria in Trastevere. Le oltre 38 mila persone morte dal 1988 in poi nel Mediterraneo o lungo altre rotte verranno ricordate anche con la campagna “Io accolgo” (#ioaccolgo), che chiede di appendere ai balconi la coperta termica ormai simbolo di sensibilizzazione, e a Roma, a Villa Ada, con il concerto gratuito di Nada copromosso con l’Unhcr.