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Giornata mondiale degli oceani, riapre l’acquario della Stazione zoologica Anton Dohrn

Uno dei più antichi al mondo, costruito nel 1874 e rimasto nella sua architettura originaria dell’800. Si tratta di un caso unico: unisce le attività di ricerca e la possibilità di visita da parte del pubblico

Oggi, in occasione della Giornata mondiale degli Oceani, la mattinata è trascorsa con grande fermento a Napoli. Tra spugne di profondità, pesci ermafroditi, calamari, gorgonie e murene, è tornato a battere il cuore della Stazione Zoologica Anton Dohrn – Istituto Nazionale di Biologia, Ecologia e Biotecnologie Marine. L’acquario storico, uno dei più antichi al mondo, costruito nel 1874 e rimasto nella sua architettura originaria dell’800, ha infatti riaperto al pubblico perfettamente restaurato dopo 6 anni di lavori. Presenti all’inaugurazione, tra gli altri, il Presidente della Camera Roberto Fico, il sindaco di Napoli Luigi De Magistris e il Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca.

Una riapertura che mira alla valorizzazione del patrimonio culturale del Paese e al rafforzamento della ricerca scientifica, e che si inserisce nella strategia di potenziamento della terza missione dell’istituto, cioè le attività di disseminazione e divulgazione scientifica. “L’acquario che inauguriamo oggi – ha raccontato Roberto Danovaro, presidente della Stazione Zoologica Anton Dohrn – è come un pezzetto di mare in una scatola. Sarà utile per renderci tutti più consapevoli delle bellezze e del valore del sistema marino”.

Agli interventi di carattere strutturale, cominciati alla fine del 2015, hanno fatto seguito negli ultimi due anni i lavori di rifacimento e riallestimento delle vasche. Si tratta dell’intervento più importante e completo nei 150 anni di storia della struttura. “Quando il pubblico si affaccia all’ingresso dell’Aquarium – ha aggiunto il Presidente – incontra due piccole vasche. La prima è dedicata alla stella marina, scelta come simbolo di “fragilità e rigenerazione”, perché include un gruppo di specie a rischio di estinzione ma in grado di recuperare e rigenerare i propri arti in caso di perdita: un simbolo di resilienza proprio come l’Aquarium. La seconda sala è dedicata al paguro, esempio di simbiosi con l’anemone che porta sulla conchiglia. Per noi è simbolo di integrazione, cooperazione tra specie, un esempio non solo per la ricerca, ma per la necessità di integrazione tra popoli e sforzi per salvare il nostro Pianeta”.

E i lavori non sono conclusi. L’acquario continuerà a crescere, ha spiegato Danovaro, “come un organismo vivo in continuo mutamento”

Le visite saranno accompagnate da guide esperte per avvicinare anche i non addetti ai lavori allo spirito dell’Acquario. “Vogliamo spiegare, soprattutto ai bambini, l’importanza degli ecosistemi marini e della loro protezione. Il futuro sarà nelle loro mani e il nostro acquario non deve essere un televisore con dentro dei pesci che si muovono”. L’entusiasmo per la buona riuscita del progetto è stato espresso anche dal Presidente Fico: “Oggi è un bel giorno. La restituzione completa di questo gioiello alla città e ai cittadini sancisce un risultato importante. Il mare è la nostra vita, è una nostra risorsa, e questo è il luogo giusto per fare ricerca all’avanguardia”. Il sindaco De Magistris, che per l’occasione ha indossato una cravatta con i cavallucci marini, ha dichiarato: “È stato fatto un grande lavoro di collaborazione istituzionale. La nostra città è la sede naturale della biodiversità e deve ripartire dalla natura e dalla sua bellezza. Aprire l’Acquario alla Villa Comunale, insieme alla Casina del Boschetto e a breve anche alla Biblioteca del mare, sarà un messaggio forte per tutti i cittadini, l’occasione per mettere insieme storia, cura del creato e ricerca, di cui non ci dobbiamo ricordare solo in tempo di pandemia”.

Strumento per la scienza, meraviglia per il pubblico

Inserito nella famosa guida turistica “Baedeker” come attrazione turistica, l’Acquario di Napoli aprì al pubblico il 26 gennaio 1874, due anni dopo la posa della prima pietra della Stazione Zoologica. La visita all’Acquario fu un vero avvenimento e, come testimoniano le foto d’epoca conservate nell’Archivio Storico dell’Ente, il pubblico vi faceva visita con i vestiti buoni della domenica, per vedere il mondo misterioso dei mari. Ma l’Acquario di Napoli voleva anche essere uno strumento privilegiato da offrire a studiosi e ricercatori provenienti da ogni parte del mondo per analizzare e osservare gli animali dal vivo e nel loro ambiente naturale. Strutturato in 19 vasche, l’Aquarium ospita più di 200 specie animali e vegetali distribuite in 9 diversi habitat che ricostruiscono gli ambienti che possiamo incontrare in Mediterraneo dai primi metri di profondità sino agli ambienti profondi. Include anche delle vasche con pesci tropicali che simboleggiano i cambiamenti in corso nel Mare Nostrum, sempre più popolato da specie aliene che stanno entrando dal Mar Rosso e altri ambienti tropicali. Contiene complessivi 180 metri cubi di acqua. L’Aquarium si sviluppa complessivamente su 507 metri quadrati.

L’intervento di restauro

Il progetto di restauro ha avuto il duplice obiettivo di restituire la bellezza architettonica della struttura d’epoca e accogliere una tecnologia acquariologica avanzata per il benessere animale (ai sensi del D.Lgs. 26/2014). Ogni vasca è arricchita di strutture apposite per ricreare fedelmente l’attività della vita in mare aperto. I lavori sono stati effettuati grazie al finanziamento del Ministero dell’Università e della Ricerca.

Acquario: tre aree tematiche

L’Aquarium della Stazione Zoologica Anton Dohrn è diviso in 9 ambienti marini (habitat) principali, partendo dagli ambienti prossimi alla costa fino alle maggiori profondità (vasche da 1 a 7); alcune vasche sono state dedicate a temi specifici (vasche da 8 a 12); si completa con uno sguardo al futuro del Mediterraneo in rapido riscaldamento con la creazione di ambienti con organismi tropicali (vasche da 13 a 15). Partendo dalla prima vasca, il visitatore segue un percorso che lo conduce da dove le onde si infrangono sulle rocce della costa del golfo fino alle profondità marine, passando per ambienti tipici del Mediterraneo con la seguente sequenza: Acque costiere, Praterie di Posidonia oceanica, Ambienti rocciosi, Coralligeno, Ambienti di piattaforma, Ambienti di mare aperto e Ambienti profondi del Canyon Dohrn. L’Aquarium include anche alcuni ambienti particolari che sono di grande risalto per le ricerche storiche e presenti svolte nell’Aquarium: la vasca del polpo, la vasca delle grotte marine (che furono qui studiate per la prima volta nel dopoguerra), il Murenario Romano, il parco archeologico sommerso di Baia, la seppia e il cavalluccio marino mediterraneo.

Gli organismi tropicali, al centro della Sala, forniscono un’idea di come potrebbero trasformarsi alcuni ambienti del Mediterraneo nei prossimi decenni. Un invito a conoscere sempre di più il nostro mare per poi difenderlo al meglio.

L’Aquarium è visitabile a partire da oggi, martedì 8 giugno 2021 e l’ingresso sarà gratuito anche venerdì 11 giugno previa prenotazione obbligatoria su shop.aquariumnapoli.it.

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Giulia Assogna
Biologa specializzata in Biodiversità e Gestione degli ecosistemi. Dopo lo studio in Spagna, un periodo di ricerca sul campo nella foresta brasiliana (Bahia) e un Master in Comunicazione della scienza, ora si occupa di giornalismo ambientale, ecologia, evoluzione e progressi biotecnologici. Collabora con La Nuova Ecologia, Le Scienze e Mind.

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